mercoledì 20 luglio 2011

19 ( Japan 2011 ) Another World

Mentre mi trovavo nella stanzetta fumatori dello Shinkansen N700 Sakura, l'ultimo della serie, il più moderno mi sono messo a ridere :)
Insomma stavo qui sul treno, sparato a 300 km all'ora sfumacchiando una sigaretta desiderata per 1 ora perchè semplicemente mentre aspetti il treno non puoi fumare sulla pensilina... ma puoi fumare sul treno! Tutto alla rovescia :)


La cosa più veloce su cui ho viaggiato dopo l'aereo
Qui le differenze sono così tante e così minuscole che alla fine vieni coinvolto in un vortice di continuo stupore, certo devi stare attento, devi fare attenzione all'ambulanza che quando si muove a sirene spiegate chiede "per favore" agli automobilisti di scansarsi con l'autoparlante, no dico per favore!
Come per favore te lo dice la voce nella metropolitana: "Siete alla stazione Nippori, per favore scendete qui se volete prendere la Keihin Line" per favore!

Sui tram e sugli autobus si paga al bigliettaio o al conducente e il conducente, con cappellino e guanti bianchi ti parla in continuazione dall'autoparlante spiegandoti le condizioni del traffico.

Le code per salire e scendere passando dal bigliettaio sono ordinate, se uno blocca la coda e quindi il bus perchè non trova le monete nessuno dice niente, si attende con paziente cortesia.

Si perchè qui avranno anche tutti fretta, ma è una fretta, come dire, personale, non ti rompo le palle perchè IO ho fretta se questo va a detrimento della TUA libertà di non trovare delle stupide monetine nella tasca.

Poi succedono cose buffe: qui cammini sempre tenendo la sinistra sui marciapiedi e sulle scale e sulle scale mobili, tranne che a Osaka, dove tieni la sinistra in strada e sulle scale, ma sulle scale mobili tieni la destra!
Oppure i camerieri e il personale alla cassa nei negozi ti parla sparato in giapponese, se ne infischia che sei straniero, ma aggiungono alla parlata anche eloquenti segni gesticolatori, così alla fine fra inchini e sumimasen, kudasai e arigato sei sempre servito :)

Quando ti siedi in un bar affollato, con il tuo bel  vassoio pieno di croissant, espresso, posacenere e acqua ti puoi trovare gomito a gomito nei tavoli comuni con perfetti estranei, ecco qui vige la bolla di privacy personale, puoi mettere le cuffie e ascoltare musica, puoi giocare con la console portatile, puoi dormire! Nessuno ti dirà mai niente, perchè qui vige la regola che puoi essere anche gomito a gomito, ma se tu non rompi me io non rompo te e viviamo tutti in armoniosa coesistenza.

Nei locali e negozi quando esci ringraziano sempre, comunque, sempre anche se manco si ricordano che eri entrato.

L'incasinato (da me) residence di Tokyo :)

Ovviamente tutte queste regole valgono per il Giappone, Kyoto è tutto a cavolo di schifo come in Italia, da ora in poi Kyoto sarà Kyotalia ;)

Ma quante cose potrei raccontare, sono le piccole cose, le piccole differenze, i piccoli gesti e comportamenti che fanno del Giappone un altro mondo, un'altro universo da noi.
Però bisogna coglierle queste differenze, entrare nel flusso, agire come si agisce qui, per poter comprendere appieno com'è la vita vissuta, quella vera, quella quotidiana del Giappone.
E vi assicuro che la mancanza di tensione, la mancanza di scortesia, la mancanza di quel costante nervosismo, litigiosità, egoismo e cafoneria è così rilassante, che alla fine ti viene naturale far spazio nel tavolo a chi arriva, lasciarlo pulito quando te vai, non fumare se non dove si può, rispettare gli spazi altrui e fare quello che porcaccia miseria hai voglia di fare senza sentirti in imbarazzo o giudicato, come ad esempio ronfare sereno al ristorante dopo pranzo con le cuffie nelle orecchie.

Nippori, quartiere piccolino...

... ma davvero davvero carino, popolare e vivibile :)
Nippori by night
Ma di questo parleremo in seguito, adesso sono decisamente stancuccio dopo il mio ultimo grande spostamento, da Osaka, la MIA capitale del Kansai e Tokyo la vera, grande capitale e grazie ancora Tokugawa per aver trasformato questo piccolo paesino di pescatori chiamato Edo nella megalopoli più fantastica del mondo :)

Goodnight Another World

martedì 19 luglio 2011

18 ( Japan 2011 ) Goodbye Osaka Lights

Mi mancherà...
Mi mancherà parecchio Osaka...

Oggi il tifone o come lo chiamano qui T-Storm continuava ad imperversare, in verità è strano, nel giro di 10 minuti cade acqua a secchiate, poi smette, poi gocciola, poi vento, insomma parecchio isterico, ma noi già sappiamo che della pioggia ad Osaka non frega nulla ;)

Dopo aver visitato tutto Shinsaibashi e Den Den Town ieri, oggi mi dirigo a Umeda per esplorare come si deve la Osaka Station City e ovviamente l'immensamente inquietante Yodobashi Camera di Umeda.





(Sky Building versione HipChromo ;)

Immaginate Yodobashi Camera come una catena tipo Mediaworld, ma se entrate qui dentro, 8 piani che dire giganteschi è poco, pieno di tutto quello che l'essere umano ha mai prodotto nel globo che abbia una qualche minima valenza di apparecchiatura elettronica.

Goodbye Sky Building
Goodbye Osaka City Station
Non è pochino inquietante... dovreste esserci davanti a questo muro di consumismo...
Vi basti dire che c'erano 4 scaffali di custodie dell'iPhone 4! Qui tutti hanno l'iPhone (ma quanto belle le fa le foto! Oggi ho usato solo l'iPhone :), chi non c'è l'ha si tiene legato ai loro stranissimi cellulari a cozza dallo schermo enorme (su cui girano tutti i giochi della Kairosoft io me lo terrei solo per questo ;)

Dicevo delle custodie, mio Dio, ma come fanno ad essercene così tante!? E' persino imbarazzante, ti senti paralizzato di fronte a tanta scelta, alla fine non riesci neppure a scegliere.
E si tratta di una custodia, immaginate un reparto di televisioni grande come tutto Mediaworld delle Gru, solo di televisori! Passi 3 mesi solo a scegliere il modello, ma come fanno a consumare così tanto?
Qui l'economia gira, oddio non così bene come qualche anno fa, ma non senti da visitatore il morso della crisi come ad esempio era palese l'anno scorso a Madrid e poi i Giapponesi hanno più soldini di noi in tasca, un IVA al 5% e una fiducia nel futuro che li porta a spendacciare molto del loro stipendio mensile senza risparmiare granchè (e ci arrivano tranquilli alla 4 settimana).

Non sono un economista, per cui la smetto qui, però i negozi sono sempre pieni e vedi gente far la coda alle casse e andare in giro con tanti pachettini.

Ma della società giapponese parlerò più a lungo in seguito, intanto mi godo l'ultima sera Osakese, scintillante del riflesso delle luci sull'asfalto bagnato e mi mancherà...

 






Quanto è bella Osaka...

Ma domani si torna a Tokyo, la capitale, la megalopoli più megalopolosa del globo terraqueo :)

Goodnight Osaka, we will see soon... I hope...

lunedì 18 luglio 2011

17 ( Japan 2011 ) Electric Wet

puff... puff...
C'è l'avevo fatta! :)
Yuppi!
Avevo visitato tutte le mete prefissate del Kansai prima del previsto arrivo di un tifone, tranquilli, nulla di cui preoccuparsi, solo pioggia e vento :)

Il castello di Osaka e lo Sky Building? Fatti e goduti con tempo splendido, così il castello di Himeji e il Fushimi Inari, pure il festival Gion Matsuri a Kyoto!

Oggi mi sveglio con il suono della pioggia sulla finestra e vi dirò, non ero per niente scontento, per vari motivi, il primo è che ho chiuso gli occhi pigrando un'altra ora ;)
Poi qui ad Osaka la pioggia ci fa un baffo, ci sono Km e Km e Km di vie pedonali coperte piene e strazeppe di negozi e locali e gente, tanta gente, un mondo di gente, senza contare gli innumerevoli centri commerciali di decine di piani e il sottosuolo che si estende per Km con passaggi risuonanti negozi e vita.

Al coperto camminiam...

Non avete idea della gente che c'era...
ed era un lunedì pomeriggio qualsiasi!

Qui ad Osaka della pioggia manco te ne accorgi, tranne forse per il fatto di avere fra le mani questo strano ombrello! Si qui vendono dappertutto, e dico dappertutto strani ombrelli di plastica trasparente, enormi e molto curvati che hanno vari vantaggi, il primo è che la plastica fa scivolar la pioggia, il secondo è che ti ci puoi accucciare dentro e continuare a vedere la strada dalla plastica trasparente e poi costano come un pacchetto di sigarette :)

Quindi mi dirigo per la strada pedonale coperta di Shinsaibashi che confluisce in altra e si intreccia in un'altra ancora finchè non mi ritrovo per Den Den la Electric Town di Osaka ovvero la mecca del Kansai di tutto quanto è elettronica, fumetti, film, modellismo, collezionismo e videogiochi (sopratutto videogiochi per quanto mi riguarda ;)






Ma che meraviglia... abitassi in Giappone già mi sarei comprato 10.000 modellini dei personaggi dei videogiochi e mi sarei dato al collezionismo di videogiochi d'annata, qui ci sono negozi che vendono console e cartucce storiche vecchie di decenni! che meraviglia!

Inoltre nei negozi di videogiochi sanno come presentare i prodotti, ogni titolo più atteso ha una specie di altarino pubblicitario che noi ci sogniamo, sanno come valorizzare i prodotti e cavolo di una miseria esce "Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2"!!!! :D Ho giocato al primo ed è ambientato a Tokyo dei giorni nostri, ma uffa lo dovrò prendere d'importazione dall'america (attraverso un negozio di Honk Kong come al solito :(

NOOO!!!! Tales Of...!!!!

NOOO!!!! Atelier Meruru!!!!
NOOOO!!!! Devil Survivor 2!!!!
E così fra vie piene di suoni, colori, musiche, ragazze che urlano nei megafoni, filmati di videogiochi e film passa la giornata... ah già intanto pioveva, ma chi se ne accorto? :)

P.S.
Tanto per rimanere in tema, oggi ho scattato solo con l'iPhone e Hipstamatic ;)

Goodnight Shin Megami Tensei!!

domenica 17 luglio 2011

16 ( Japan 2011 ) But we are in Japan!?

Io non è che detesti con tutto il cuore Kyoto, è che Kyoto a mio avviso detesta se stessa, sarà che è invasa da migliaia di barbari e che quindi si è chiusa in se stessa, rendendosi antipatica e inaccessibile, nel contempo prendendo tutte le cattive abitudini dei barbari e facendole proprie.


La storica capitale del Giappone, non la prima però e neanche l'ultima, ha una storia eterogenea e particolare ed è in assoluto la città meno giapponese del Giappone.
Ehhh già direte voi, come fa l'emblema, il fiore all'occhiello del turismo giapponese essere la meno giapponese di tutte le città? Ecco ve lo spiego.


Appena arrivi a Kyoto ti accorgi che ti devi scordare a viva forza le impeccabili e assolutamente precise indicazioni, turistiche o semplicemente cittadine. Kyoto è inacessibile, i nomi dei siti turistici sono tutti in kanji, neppure in romanji, per cui ti trovi davanti ai luoghi ma non sai che cosa siano, mai successa una cosa simile, e non mi ricordo neppure tutte le megalopoli, metropoli, città, cittadine, borghi che ho visitato, manco a Kure che vede un turista straniero al decennio, manco nel più sperduto tempietto della periferia di Nara in mezzo alla campagna.
Sempre e comunque doppia lingua, sempre e comunque scritte in romanji ovvero scritte giapponesi con il nostro alfabeto, per esempio sotto 姫路城 trovi scritto Himeji-jō ovvero castello di Himeji, almeno capisci il nome del sito turistico, a Kyoto davanti ad uno dei templi più importanti: Kiyomizu-dera trovi solo scritto: 清水寺 !!!!


Dentro i siti turistici le spiegazioni delle cose che stai vedendo, ovvero i pannelli informativi nelle teche sono solo in giapponese! Emblematico è l'esempio del Nijo Castle che manco un castello è, ma solo un palazzo di rappresentanza dei Tokugawa a Kyoto.


Poi Kyoto è sporca, puzza e come città è squallida e impersonale e fa un caldo che ti ammazza, mai subito un tale caldo afoso, appiccicaticcio, malsano come a Kyoto.
I Kyotesi fumano per strada e buttano le cicce per terra! Inconcepibile, inaudito! Squillano i cellulari e invece di nascondersi parlano ad alta voce in mezzo ai locali! Inconcepibile, inaudito! Nel traffico tutti che strombazzano, nelle file nei cafè e nelle biglietterie ti passano davanti urtandoti!!! Inconcepibile, inaudito! Insomma inciviltà, presunzione e cafoneria, sembra di essere in Italia!


La spianata dell'inferno, ovvero il distretto Gion
A Kyoto purtroppo ci devi andare, ma fatevi un favore, usate Kyoto Station come ponte per quelle mete imperdibili come il maestoso Tenryu-Ji e l'immenso Fushimi-Inari lasciate perdere la città, lasciate perdere quelle insulse trappole per turisti brutte, pacchiane e tamarre come il distretto Gion e il sud Higashiyama!

Ma perchè tornarci direte voi? Ma perchè oggi c'era uno dei festival più osannati di Kyoto ovvero il Gion Matsuri, che poi si è rivelata una simpatica sfilata di buffi carri alti alti con 4 ruote di legno fisse il cui gran divertimento ed evento era girarli nelle strade con l'ausilio di spinte e canne di bambù sotto le ruote con tanto di applausi del pubblico quando si giravano... va bè...




In fondo è stato simpatico, un po ripetitivo, ma aiutava a spezzare la monotonia la simpatia dei sacerdoti e dei suonatori di tamburi sui carri che non si prendono sul serio neanche nelle sfilate religiose, ma ridono e scherzano e fanno facce buffe e dimostra quanto siano distanti nella concezione della religione rispetto alle facce cupe, tirate e seriose delle nostre processioni religiose.



Inoltre ha contribuito una scena epocale, un gruppo di turisti americani (il popolo più stupido e ignorante del mondo) scortato da una povera guida (altrimenti si sarebbero persi nell'ascensore dell'hotel) passa davanti ad un ristorante, all'improvviso uno di questi si ferma ed esclama alla guida: "What is this?" cos'è questo?
E li ho veramente apprezzato il savoir faire della guida, invece di rispondergli: "ma non so, tavoli, sedie, menù... secondo te povero mentecatto di un'idiota cosa potrai mai essere?" ha detto: "ohhh il ristorante è un interessante esponente di cucina locale" una grande quella guida :)


Kyoto Station, l'argento cancello per fuggir dall'inferno
Mi ridirigo a Kyoto Station, veramente bella, architettonicamente parlando onestamente molto molto bella e poi ha dalla sua un vantaggio, ti porta via da quest'odiosa città per ritornare in Giappone, nel mio caso Osaka, che si sta rivelando sempre più fantastica, non vi ho aggiornato di quanto mangi bene queste sere qui ad Osaka, non so cosa stia mangiando esattamente, ma è tutto squisito e leggero e buono e insomma una goduria e poi almeno entro e mi siedo senza chiedermi cosa siano questi strani posti con tavoli, sedie e fogli con sopra foto di cibi... ;D









sabato 16 luglio 2011

15 ( Japan 2011 ) The Red Crypticism

C'è qualcosa di misterioso, di ancestrale in Fushimi-Inari qualcosa che trascende l'immediata comprensione.



Fushimi-Inari è forse l'esperienza, poichè non è un santuario, un tempio, un sito turistico, ma un'esperienza, più profondamente interiorizzante che ho vissuto qui in Giappone.


Arrivo abbastanza presto a Kyoto (parlerò domani e a lungo di cosa penso di Kyoto) e mi rinfresco la memoria su che linea dovessi prendere per recarmi al Fushimi-Inari, la Nara Line, seconda fermata, si perchè il santuario shintoista si trova fuori Kyoto, vivaddio.

Arrivo alla fermata di Inari e inizio la scalata, al millenario santuario Shintoista di Fushimi-Inari è un lungo percorso che si dipana attraverso una collina circondata da un sentiero a forma di anello lungo 4km interamente ricoperto da migliaia e migliaia Torii rossi.




Il dio a cui è dedicato è il dio shintoista Inari della prosperità e del successo, il suo messaggero è la volpe che porta sulla bocca la chiave del granaio e quindi della prosperità, ma dicono che bisogna fare attenzione a rivolgerne le preghiere poichè Inari è un Dio che chiede oltre dare e c'è chi lo teme più di quanto lo veneri.



L'ingresso è libero, come in tutti i santuari shintoisti non vi è un altare, vi sono bensì molteplici altari (centinaia in questo caso) che dal più piccolo al più grosso si dipanano lungo tutta la trama dell'anello.




Si inizia il percorso con un sentiero dritto, qui i Torri sono piccoli, bassi, poi inizia il percorso vero e proprio, dalla stazione di posta, già in alto, dove ci può rilassare e rinfocillare vedendo Kyoto piccola, lontana, inizia l'anello e qui inizia la vera ascesi.

Ci sono momenti, anzi spesso si è soli nel percorso dei 4km ad anello su per la collina, la scala è irta, a volte si è spaventati in mezzo alla foresta selvaggia, lungo il corridoio scarlatto, dove si sentono solo i rumori della natura ed il battere del proprio cuore.

Poi si giunge alla vetta e la discesa è un'illuminazione, si passa attraverso la vegetazione pura, incontaminata, si è soli con i propri pensieri e quello che ci insegna il percorso, quello che ci porta l'esperienza dell'ascesi e del ritorno.

Si intervallano stazioni di posta dove vengono offerti ai pellegrini un banco dove sedersi e dell'acqua per rinfrescarsi, ma si è tutti silenziosi, stanchi, rapiti e lontano risuona il canto del sutra e le preghiere dei questuanti.




Si ritorna alla stazione di posta ai piedi dell'anello in qualche modo arricchiti, fieri della scalata e della ridiscesa e forti di quello che l'esperienza ci ha insegnato, per quanto criptica è un qualcosa di potente che ti tocca e ti rimane e sai già che ti mancherà respirarne, assorbirne l'ancestrale forza.


Goodnight Red Foxes