domenica 16 agosto 2009

8 - The Path in Southern Higashiyama

Se in quel momento fosse passato un corvo e se quel corvo fosse stato in verità l'incarnazione della divinità dei corvi e fosse quindi dotata di intelletto e sopratutto di senso dell'umorismo avrebbe visto uno straniero arrampicarsi sul fianco della "Collina dell'eterno Oblio" (© Gabriel Voyager) grondante di sudore con un'espressione particolarmente ebete stampata sul viso, persino più ebete del solito!
Allora questa divinità corvo si sarebbe appollaiata su un'alto ramo per farsi due risate e passare così la giornata a veder vagare come un inebetito tontolone questo straniero che scuoteva il capo di fronte ai nomi dei siti in kanji e tentava in tutti i modi di capire dov'era e sopratutto "ma perchè!"



Si dal caso che questo straniero stamane si fosse alzato particolarmente combattivo poichè non si spiegava come mai, dopo aver piegato alle proprie brame turistiche posti sperduti del Giappone di appena qualche riga risicata sulle corpose guide, non riusciva ad apprezzare la città che sulla carta era LA metà turistica in Giappone.
Decide allora questo straniero di affidarsi alla guida che le suggerisce un percorso lungo tutto il Southern Higashiyama beccando posti da tripla stella come Kiyomizu-dera.

Tutto è pronto, guida (che ahimè si rivela ben misera, fosse per me la Lonely fallirebbe, impiega più pagine a descrivere dove comprare il miglior maledetto bicchierino di sakè in terracotta che a descrivere i siti turistici...) macchina foto ecc...
Lo straniero si presenta fiero alla fermata del bus e bum in sequenza due mazzate, la prima è il nome delle fermate tutte in kanji, manco un romanji a pagarlo oro colato e bum la seconda si becca un sarariman (salary man secondo una crasi tipica giapponese, "vagamente" dispregiativa che descrive i lavoratori a salario, gli impiegati per intenderci) che sbraita all'autista qualcosa del tipo: "OHHH guido, se non muovi 'sta carretta vengo li e ti mischio le falangi degli alluci!".
L'atto di palese, manifesta, inequivocabile maleducazione crea un certo shock nello straniero che in tre anni non ha mai assistito in Giappone a scene del genere (a casa sua invece, normale normalità) e così fra i suoi pensieri, occupati finora dal panico di non aver preso il bus giusto, si sostituisce la considerazione che Kyoto gli ha sottratto un'altro pezzettino del Giappone che amava... sigh...


Il resto della giornata il corvo lo passa ad osservar divertito lo spirito battagliero dello straniero disintegrarsi di fronte ad un muro di incomprensione (manco i nomi dei siti in romanji, non dico tanto, ma almeno i stracavolo di nomi dei siti!!!!) e per dargli il colpo di grazia decide di scatenargli addosso il suo esercito di demoni peggiori: i Tremendi Vecchietti di Kyoto!
I TVK sono una schiera dannata espulsa dall'inferno più nero per infestare i poveri stranieri che osano deambular nella sacra Kyoto, spingono, urtano, passano davanti nelle code e ne combinano di tutti i colori pur di infastidire all'eccesso il povero straniero.

A questo punto il corvo si sta sganasciando dalle risate, non ne può più, tra un pò soffoca e decide allora di far prendere un attimo di pausa al povero straniero, così lo spedisce nel Labirinto del Turista Fesso.
Il LTF è una lungua e tortuosa stradina dove ci sono tante casettine tipiche della Kyoto medivale, ma è solo una facciata, in verità sono tremende trappole divora soldi per i poveri stranieri! I ristorantini tutti bellini e tipici invero servono pizza, i negozietti vendono Katane di plastica made in china e magliette che manco il capo tamarro di curva Scirea si oserebbe indossare.
Ovviamente lo straniero non può che percorrerla tutta poichè appena tenta di orientarsi con i nomi dei templi che li appaiono ai lati non riesce a confrontarli con i nomi dei templi della guida per la semplice legge dell'incompatibilità dei caratteri che qui a Kyoto sembrano non aver compreso molto bene (oppure hanno compreso benissimo e se ne fottono).



Per fortuna che forze angeliche giungono di tanto in tanto a salvar il povero straniero perso nei meandri infernali dell'LTF, una ragazza che gli indica la via, una barista che gli offre un'oasi di pace e serenità, un gelato e un'ambiente veramente carino, ma sono appunto oasi in mezzo all'LTF che per fortuna ha fine.

Ovviamente sarebbe dovuto sbucare in una via e invece sbuca in un'altra, ovviamente qui le vie non hanno nomi, ovviamente beccare qualcuno che sappia dov'è la metro non è cosa, l'ultimo scherzo del corvo che ancora sghigniazzante decide di mollar la presa per andare a cenare.
Così al povero straniero non resta che affidarsi all'unico faro di conoscenza presente in questa città, decide di sfoderare IL nome, pronunciare le fatidiche parole di salvezza e redenzione: "Kyoto Station"!
Viene così catapultato in un bus, oramai è troppo stanco per pensare che forse lo sta portando ad Okinawa e si affida totalmente al potere delle Parole Salvifiche.
E le Parole lo salvano davvero, si ritrova i fronte al Cancello d'Argento, il cancello il cui varcar con apposita card lo conduce alla sua casina, alla sua Shinbaiashi di Osaka.
Qui si nutre di qualcosa che sa di pollo con anacardi e riso bianco e una specie di insalata di cose bianche, non sa esattamente dove si sia seduto, ne cosa stia mangiando (gli piaceva tanto la "figu" sul menù), ma il cibo è buono, anzi buonissimo, la musica è deliziosa (si fa dare il nome della cantante) e termina infine la serata in un bar con un caffè Illy e musica Trip Hop nelle orecchie.

Oramai l'influsso del corvo era svanito, domani dovrebbe esser una giornata splendida, perciò vado ad Himeji!

Good Night to all and leave the crow alone! ;-D

sabato 15 agosto 2009

7 - Il Tè e la Reggia

40 minuti passarono dalla chiusura elettronica della mia camera al poggiar del sedere in un bar della Kyoto Station.
In questa enormità di tempo incredibile altro che compiere uno spostamento in metrò e in treno fra due città distanti più di 60 km nel Kansai, a Torino manco arrivavo in centro dall'ufficio con il bus...


Certo che quale esser umano dotato di un minimo di discernimento si munirebbe di un ingombrante, scomodo e costosissimo mezzo di locomozione personale (leggasi automobile) avendo a disposizione una rete così precisa, puntuale, pulita, efficiente, sicura ed economica di trasporti pubbilici? Certo qui nel Kansai non raggiungiamo le cosmiche vette di incredibili soluzioni di logistica raggiunte a Tokyo, dove singole stazioni (Shinjuku) movimentano più di due milioni di persone al giorno, si avete letto bene, al giorno, con una media di qualche centinaia di migliaia di persone presenti contemporaneamente nell'immensa stazione dalle 57 uscite a dai 6 livelli sotto e sopra elevati.
I giapponesi hanno fatto del trasporto pubblico una scienza, esatta, precisa, efficiente, sicura ed economica (per dire, da Osaka a Kyoto, metrò compreso ho speso circa 6 euro, tutto addebitato nella carta ICoca, neppure lo sbattimento di far biglietto...)

Ma basta divagar, parliamo di Kyoto, anche qui la prima impressione non è stata delle migliori, forse domani migliorerà e forse le aspettative erano un pochino alte, ma non mi è sembrata 'sta gran cosa, un paesottone, una specie di Odawara o Kamakura (leggete il blog dell'anno scorso please ;) ingrandite, prive del fascino mistico di Kamakura o della quiete provincialesca e genuina di Odawara.

Ho visitato la parte "laica" dei dieci "must see" consigliati dalla guida, ovvero l'Imperial Palace e il Nijo Castle, niente templi, quelli forse domani.
L'Imperial Palace mi ha subito fatto una pessima impressione, scendo dalla stazione del metro e nessuna indicazione, avevo uno spigolo delle mura e nulla che mi dicesse se andare da una parte o dall'altra, niente e dire che Kamakura, con la sua marginalità nel turismo internazionale accidenti ti accompagnava per mano con indicazioni continue e qui siamo a Kyoto.
Entro infine e scopro che la visita all'Imperial Palace è subordinata ad un permesso da richiedere e solo in tuor guidati! Inaudito! Mai vista una cosa del genere in tre anni in giappolandia! E no, io i tour guidati li odio, io vado in giro per i cavoli miei proprio perchè voglio andare dove mi pare, quando mi pare, perciò addio Imperial Palace.
Uscendo dal complesso becco una piccola ricostruzione di una sala da tè cerimoniale del 1600, ecco bellina, tolte le scarpe la visito tutta, proprio bellina, un tutffo nel passato e uno squarcio di vita di altri tempi :)



Contento per essermi risollevato un pò il morale e dopo aver mangiato qualcosa di strano in una ciotola di riso in un ristorante tipico all'interno del complesso imperiale, buona ma niente di che rispetto a quello mangiato nei chioschetto di Osaka ieri, mi dirigo verso il famigerato Nijo Castle, li in zona.

Anche qui ci metto un pò per l'incapacità cronica di dare indicazioni, per la mappa del metrò fornitami dall'ufficio informazioni peggiore del mondo, intricata come non mai, hanno solo due linee e sono riusciti a mapparle così male che quella di Tokyo sembra un monumento di comprensione e semplicità (cosa che in effetti è).

Comunque alla fine arrivo, un pò preoccupato perchè sono le 15 e il sito chiude alle 16... alle 16!? Ad agosto? Durante la settimana di vacanza in giappolandia per via del rituale dei morti? Vabbè spero di farcela in un ora!
Alla fine ci ho messo mezz'ora, ed è stato fin troppo... innanzitutto non è un castello, non ha alcuna valenza militare, non è certo Odawara o Osaka, ma è una reggia per intenderci, ovvero un palazzo cerimoniale costruito dal shogunato dei Tokugawa come rappresentanza del potere politico a Kyoto quand'era la capitale.


La visita è una lunga, lenta, noiosissima passeggiata all'interno con vista di stanze le cui spiegazioni sono solo in giapponese! Ma come!? Un patrimonio dell'Unesco e non ha neppure le spiegazioni in inglese!? Le uniche cose in doppia lingua erano i 16mila divieti che avevi, tra un pò manco respirare potevi, certo non sarebbe stato noioso se avessi potuto capire che cavolo di funzione avevano le stanze che vedevo.
Alla fine guardavo solo avanti e non vedevo l'ora di uscire... che tristezza, mi sentivo defraudato della mia curiosità di tutto ciò che è Giappone medievale, samurai, shogun ecc... mi sentivo derubato di qualcosa che mi sarebbe potuto molto interessare se solo fossero stati meno sciatti ed imprecisi.
Ecco a Kyoto ho trovato imprecisione e sciatteria nella valorizzazione dei siti turistici, una cosa mai vista, mai provata da quando sono in Giappone, pure lo sconosciuto castello di Odawara aveva il suo bel museo con tutte le teche in doppia lingua, per non parlare di quello di Osaka, straripante di indicazioni, addirittura sottotitoli in inglese per i supporti audio visivi.

Spero tanto che la situazione cambi nei templi, ma se tanto mi da tanto... che peccato... uffa!

Ritorno ad Osaka vagamente stancuccio, e cercando la metro dopo esser uscito dal gate della stazione dei treni, tutto nel sottosuolo, passi dai treni alla metrò senza veder la luce del sole se vuoi e io invece decido di veder la luce del sole ;)
Non proprio sole, ma le mille luci del quartiere Umeda di Osaka, la Shinjuku locale, ovvero il quartiere dei grattacieli e mega centri commerciali, fra cui Yodobashi Camera di Osaka.
Ecco immaginate 3/4 di gru, estendetelo per 8 piani, riempitelo di tutto quello che l'umanità ha prodotto di tecnologico e affini ed avrete una vaga idea. Ho visto prodotti italiani (porta macchine foto) che non avevo mai visto neppure in Italia!
Certo a Tokyo c'è Yodobashi a Akihabara che è una volta e mezza le gru, sempre per 8 piani, ma fa comunque sempre impressione, dentro c'è un rumore pazzesco, anzi, non rumore, ma suoni dei commessi che ti uralano qualcosa, dell'ipnotico jingle di "yodobashi camera, na ra na ra..." che si pianta nel cervello e non esce più e un overload di input visivi da svenire.
Per esempio, volete qualcosa che pulisca le lenti della macchina foto? In Italia forse trovate uno o due prodotti, qui trovate uno o due scaffali enormi, pieni fino al soffitto di prodotti diversi, puoi passare un pomeriggio solo a scegliere che accidenti di prodotto è meglio per la tua preziosa lente!

Torno infine alla mia Shinsaibashi e mi immergo nel casino della sera e faccio amicizia :)

Good night! Domani ci riprovo con Kyoto :)

venerdì 14 agosto 2009

6 - The Castle

Oggi sono stato un pochino biricchino, mi dovevo svegliare presto (8:00) per andare a Kyoto, ma ne la sveglia del residance ne quella del mio cellulare sono riuscite nell'intento e fallendo miseramente mi son svegliato alle 10!
Ero in effetti ad epocale debito di sonno dopo il viaggio e ne avevo in effetti un pochino di bisogno, così decido di prendermela comoda, fare il bucato e rimanere a Osaka.

Ma parliamo un pò di questo residance: un palazzo alto alto e stretto stretto che è un vero e proprio residance, la camera ha il frigo (prontamente riempito dopo una visita da AM- PM) un forno a micronde, un tavolo, un telvisore, un bagno grande con vasca, connessione LAN, aria condizionata con telecomando e sopratutto chiave elettronica personale. Entro, vado direttamente al quarto piano senza passare per la receptionist, infilo la chiave elettronica, entro, mi infilo le ciabattine, mi metto la vestaglia giapponese e sono a casa :)
Al secondo piano c'è la receptionist e le lavatrici con asciugatrice, inoltre ti regalano il caffè la mattina, così mentre faccio il bucato faccio colazione sereno e tranquillo, con 400 yen (3 euro) ho le cose pulite e asciutte.

Fatto tutto esco, è una giornata meravigliosa, giro l'angolo e bum! Un caffè sta aprendo e servono caffè illy!! Certo apre alle 12 non si può far colazione, ma la giornata decolla insieme alle quotazioni di Osaka dopo un bel caffè in tazzina, sul dehor fumando in serenità.

Dove andare oggi? Sfoglio la guida di Osaka che ho preso a Maruzen, una librearia ad Oazo a Tokyo di 6 piani con un piano di libri in inglese e addirittura uno scaffale di libri in italiano. La guida è carina e ben fatta, certo non le tre pagine della lonely di Kyoto che dedicava a Osaka ed ha una sezione del meglio e nel meglio c'è naturalmente il secondo castello del Giappone: il castello di Osaka!

Essendo già stato al primo (palazzo imperiale, ebbene si, sono l'imperatore, lavoro al CSI perché fare l'imperatore è più noioso) e al terzo (castello di Odawara, l'anno scorso) non potevo che tappare il buco andando al secondo :)


Arrivo al grande parco che incorona il castello pronto per una lunga camminata sotto il sole arido e cocente... in verità faceva un caldo che manco nelle fornaci di Satana, ma era pieno di viali alberati e sapendo la regola, la regola omnia in casi di questo genere: camminare piano piano piano, piccoli lenti passettini per cercar di eguagliar il metabolismo di una lucertola, sopravvivo all'attraversata.
Bisogna peraltro munirsi dell'unico, vero, autentico e indispensabile accessorio del turista in Giappone: l'asciugamanino tascabile: ci si deterge, lo si bagna e lo si usa come salvietta, in fondo non lo consiglia come necessario anche la "guida galattica per autostoppisti"?

Sopravvivo all'attraversata e arrivo davanti all'entrata dell'altura del castello, qui ci sono dei chioschetti che preparano cibo tipico, fra cui le famose polpettine di Osaka (non mi chiedete il nome!) consigliate anche dalla nonnina del Ryokan di Tokyo. Prendo quelle e una specie di frittata strana, i tipi del chiosco dicono qualcosa ridendo, penso del tipo: "ma questo straniero magrolino riuscirà a mangiarle tutte queste cose"? Li sorprendo spazzolando tutto e sfoggiado un uso professionale delle bacchette ;)


Dopo un caffè in lattina, un paio di sigarette e una sosta ai box sono pronto e... spettacolo! Meraviglioso! Il castello con il museo interno, vista panoramica all'ottavo piano è una delle cose più belle visitate in Giappone, conoscendo poi la mia passione per l'ars militarie :)
Ci credo che sia orgoglio e vanto per Osaka!

Rimango fino al tramonto, voglio fotografarlo di giorno e di notte illuminato d'immenso e qui sfoggio una tecnica di piedistallo a libro e pacchetto di sigarette che sorprende tutti i fotografi con treppiedi veri e Nikon da paura, infatti pieni di vergogna si inginocchiano al mio ingegno e operano il rituale taglio del cordino Nikon in segno di sconfitta ;D


Quando ho terminato di sfoggiare le mie arti fotografiche sopraffine, mi volto e... tutto lo spiazzo antecedente il castello è vuoto! Oddio! Da bravo italiano, imbevuto di terrore mediatico da 15 anni, in un parco al buio, da solo, in terra straniera mi spavento un pochino... considerando che saranno un paio di KM di parco prima di raggiungere la fermata del metro.
Tremante mi incammino e nell'ordine: torme intere di gente che fa footing, intere secchiate di gente che esce da un concerto presso un auditorum all'aperto, qualche centinaio che cavoleggia allegro in una piazza centrale al parco... tutti tranquilli, famiglie, bambini, ragazze che corrono da sole serene e mi do dell'idiota e do dell'idiota al popolo nostro intero, perchè accidenti non possiamo viver sereni e tranquilli come i giapponesi???

Prendo il metro (ovviamente tranquillo ad ogni ora) e giungo al "mio" quartiere: Shinsaibashi ed ho voglia di tempura! mi infilo in uno dei tanti grattacieli dopo aver visto le pubblicità dei ristoranti all'ingresso. Quando vi sono i ristoranti, bar e quant'altro spalmati in verticale in tutti i grattacieli, addirittura vi sono palazzi con solo locali in verticale, questi espongono la loro "brochure" al primo piano (che è il piano terra in Giappone) presso l'ingresso. Spesso vi sono Floor Guide da prendere e consultare sereni mentre si salgono i minimo 10 piani di questi grattacielini.
Mi dirigo all'undicesimo di questo grattacielino per poi scendere al nono nel caso non mi piacessero i posti, esco dall'ascensore vetrato esterno goduto del paesaggio che ecco aprirsi un ristorante italiano con una vetrata meravigliosa sulla parte ovest di Osaka!
Mi dico e che ca###o la tempura la mangio domani, entro, chiedo della vetrata e intraprendo una lunga e per fortuna fruttuosa chiacchierata con la cameriera che tenta di tradurmi il menù solo in giappoidioma.
Goduto come budda nel nirvana, con una carbonara, un bicchiere di rosso e per finire un espresso vero e buono il tutto innaffiato da sfumacchiamento libero di fronte alla vista mozzafiato dalla vetrata panoramica all'undicesimo piano di Osaka ovest... medito che Osaka oggi ha guadagnato qualche miliardo di gozziliardi di punti, Tokyo è sempre in testa, ma Osaka è li li dopo oggi.

Dopo essermi goduto questa cena guduriosa come poche (certo direte voi, chissà quanto sarà costata! ... 15 euro (1980 yen), tutto compreso, accompagnamento all'ascensore e ciao ciao con la manina incluso, in Italia che ci mangi con 15 euro? e dove? ... appunto ...) mi dirigo verso Dotomburi, quando ecco aprirsi un'altra viuzza: Soemon-cho, carina e la serata continua.

Buon ferragosto a tutti! io spero di passarlo a Kyoto ;D

Gabriel Voyager (--
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giovedì 13 agosto 2009

5 - yakuza 2!!!!

Meglio che vi abituiate subito, mi sentire spesso citare un videogame chiamato Yakuza 2, per metà ambientato a Dotomburi il quartiere dei divertimenti di Osaka... cavoli adesso ci sono dentro!!
Non pensavo fosse possibile ma fa immensamente più caldo che a Tokyo, tremendo! Inoltre devo capire come funziona qui il fumare per strada, lo capirò stasera quando cala il fresco ;)
Adesso sono seduto a sorseggiare una spremuta... sulla spiaggia! :D c'è un locale con pavimento di sabbia, sabbia vera, fine, da spiaggia e tavolini da esterno poggiati sopra, sulle pareti filmati di palme e mare, sono matti qua a Osaka :D

Premessina, stasera do molte cose per scontate, se siete curiosi usate la ricerca del blog dell'anno scorso :)

Oggi mi sono un pò dato all'esplorazione delle vicinanze, sono a due passi due dalla fermata del metro di Simbaiashi, discretamente assai centrale, sono a due passi due da Dotomburi, ho individuato un AM-PM qui vicino (una catena di supermercati di grandezza variabile, dal piccolissimo al piccolo aperti 24 su 24 e 7 giorni su 7, a Tokyo vi sono altre catene del genere, Family Mart, 7store, Lawson ecc...) decisamente comodo per prendere beni di prima necessità a qualsiasi ora si rientri, anche alle 4 di notte, pensare che gente fa la spesa alle 4 di notte, mentre torna a casa dal lavoro...

Inoltre camminando sulla strada principale che sembra un pochino la impersonale copia di Omotesando ad Harajuku (Tokyo) ho scoperto una filiale di CityBank con bancomat aperti 24 su 24 che accettano Maestro e Cirrus e poi... giuro che non l'ho fatto apposta! Pensare che volevo andare a vedere sul sito dov'era a Osaka... ehm... come dire... sono ad un isolato dall'Apple Store di Osaka :D
Piccola disgressione, questo Netbook è tanto carino, ma windows fa schifo oltre ogni immaginazione e Picasa3 è pessimo, manca integrazione fra i programmi, aggiungere una foto al blog è una palla tremenda ("Blog this" stò cavolo, non ti fa scegliere il post, ne inizia sempre uno nuovo) insomma come avrete notato preferisco 1000 volte scrivere e pubblicare i post con quella meraviglia partorita da un genio che è l'iPod Touch ;D

Dotomburi mi fa un'effetto strano, è un miscuglio di Shibuya (molto meno j-pop, molto più reggae) e Kabuchi-cho (molto meno oscuro e più luminoso). Un bel quartiere, gli abitanti di Osaka sembrano più allegri e meno sostenuti dei Tokyesi, però... ma...
Ecco non voglio far quello della capitale, ma ci sono delle cose a cui mi devo abituare a sentirne la mancanza e che adoravo a Tokyo.


Primo l'espresso! Tokyo è pieno di Dotour, Segafredo, Tully, Starbucks, Excelsior, Cafè Veloce ecc... preparano tutti un'espresso ottimo, con tazzina, cucchiaino e tutti i crismi del rituale del caffè come piace a me, qui a Osaka non c'è ne sono!!! solo un misero Starbuks nel sottosuolo vicino alla metro e ti danno Nescafè in un bicchiere di carta! AAAARRGGHHH!!!
E dire che sono nel quartiere dei locali notturni, dello shopping, del casino e divertimento, se non sono qui mi sa che non ci sono proprio... sigh...

Secondo le sigarette! Non ci sono smoking area! Qui si buttano le cicche per terra dove trovi cicche si fuma... per prima cosa fa tutto leggermente zozzo, poi si spezza il rituale della passeggiata con sosta alle smoking area che tanto mi piaceva a Tokyo... uffa!

Va bene è passato solo un giorno a Osaka, mi devo abituare a ritmi, gusti, abitudini diverse però oggi, ecco come dire, Osaka non mi ha ascoltato, una delle cose belle di Tokyo e che non fai a tempo a desiderar qualcosa che eccolo li, hai sete? Starbucks, ha voglia di fumare? smoking area, hai voglia di una pausa come si deve? Doutor, hai fame? Ristoranti eleganti con menù in doppia lingua, qui invece tanto cibo tradizionale che devo imparare a gustare, solo che, insomma, mi sento un pochino trascurato, Tokyo mi ha viziato troppo ;)


Domani mi alzo presto e vado a Kyoto, prendo il metrò fino a Umeda (la mia tessera Suica del metrò di Tokyo alla fine qui non valeva, ho dovuto farmene un'altra: ICoca) e poi con occhietti smarriti di gaijin disperato mi rivolgo alle bigliettaie e mi faccio spiegare, magari mi vale la ICoca e non devo fare neppure il biglietto.

Domani vi racconto 'sto splendore di residance qui a Osaka che ho avuto la fortuna immensa di prenotare!

Muci Muci!

Gabriel Voyager (--
--) Warp From My iPod Touch

4 al 5 - edizione straodinaria!

Ok, se qualcuno di voi vuole cimentarsi in una prova di sopravvivenza che manco una settimana di survivol in una foresta cambogiana armato solo di victorinox, può prendere la linea Yamanote in piena ora di punta da Shibuya a Shinjuku con valigia e zaino a seguito!
Terrificante! Nessun addestramento militare, paramilitare o dei guerriglieri kmer Rossi può preparare a qualcosa di lontanamente paragonabile, porterò sempre con me le ferite indelebili!

Raggiungo comunque il locus ameno individuato stamane, una deliziosa piazzetta, proprio dall'altra parte della strada rispetto al meeting place, fra gli immensi grattacieli del Keio Plaza e del Hoat Royale, con tavolini per tutti e smoking area all'aperto, circondati da Starbuks e bagni pubblici strafighi, quelli giapponesi per intenderci.
Dopo aver cenato, con bagagli a carico, nel bel Starbucks, con cameriera che visto il mio manifesto tasso di distruzione dopo esser sopravvissuto a stento alla yamanote, mi prende in simpatia e mi tratta come uno reale inglese invece che come il solito dignitario straniero (ve lo detto vero? Qui venite sempre, sempre, sempre trattati con una cortesia incredibile) e sto come un papa in paradiso!



Quando lo Sturbuks chiude, prendo il mio bel caffè portatile e mi dirigo ai tavolini in mezzo alla piazza, godendomi la bevanda calda, la notte fresca e un'ottimo libro. Ogni tanto mi alzo per andare a fumare nella smoking area lasciando le valigie al tavolino, perché non ve lo detto? Qui nessuno tocca mai, mai, mai niente.

Avvicinandosi l'ora della partenza vado alla rest room royale, che qui è un bagno pubblico normale, e mi do una sistematina veloce pensando che se ho scavolato il punto d'incontro non è un casino... è un'apocalisse.

Invece il luogo era giusto :)
La tipina al banco del check-in (un tavolo da campeggio traballante) mi sorride contenta di dare un volto a quel nome scritto in romanji quando tutti gli altri della lista sono in katakana o hiragana. Parte in quarta con l'inglese, poi ci ripensa e mi scrive tutto, orario di partenza e banchina, che poi è quella accanto, che tenera, pensa che mi perda come un rincitrullito gaijin... in effetti... ;)

13/ago/2009 06.16
Terza e penso ultima sosta prima di raggiungere Osaka... Sono nel Kansai!!! Scusate se non sono molto arguto e dalla prosa coinvolgente come sempre, ma mi hanno metaforicamente sbattuto giù dal letto.
Non mi ha granchè esaltato questo viaggio in bus, di per se il mezzo non è niente male, ma troppa biomassa sgnaccata tutta insieme per troppo tempo, va bè fra un'ora arrivo a Osaka e mi sparo una colazione come Dio comanda. Per i servizzi igienici sono a posto, mi son fatto tutte le soste secondo l'aurea regola del viaggiatore solitario: se puoi falla anche se non ti scappa ;)


13/ago/2009 11.14
Ultima ora!! Sono a Osaka, fatto il check-in al residence e trovata una wi-fi a scrocco!
Welcome in Kansai :)


Gabriel Voyager (--
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mercoledì 12 agosto 2009

4 - edizione ridotta

Cari e fedeli monitor-spettatori, mi duole annunciarvi che l'edizione odierna del vostro blog preferito, nonché unica vostra fonte di autentica gioia giornaliera, andrà in onda in versione ridotta e senza supporti visivi a causa dello spostamento dell'intera redazione da Tokyo ad Osaka.

Noi della redazione (l'intero intervento verrà redatto con l'utilizzo del pluraria maestatis, perciò fatevi l'abitudine) confidiamo in un trasloco semplice, lineare e professionale come tutto qui del resto, ciò nonostante faremo un giro esplorativo per analizzare il punto di ritrovo dell'avvenieristico strumento di trasporto che ci catapulterà dalla prima alla terza città del Giappone:il bus!

Di certo la redazione è preoccupata per poche potenziali problematiche, la prima l'insieme degli strumenti redazionali da trasportare (i bagagli) per ora lasciati al precedente indirizzo redazionale (il ryokan di Shibuya), ma sopratutto eventuali esigenze fisiologiche da espletare senza un posto fisso dove espletarle (evitare di farsela addosso prima di stasera).
Per ultimo, ma non meno importante, il timore di emanar un leggero olezzo questa sera per via della temperatura mite (35 gradi) e del leggero tasso di umidità (83%) che comporta una sudorazione forse leggermente eccessiva (si suda come maialini a star fermi all'ombra).

Ma non temete, vi terremo aggiornati in seguito sull'esito dell'avvincente trasloco, sapendo quanto siete in trepidante ansia per l'incolumità e benessere della vostra redazione preferita! :)

12/ago/2009 11.18
Ultimato il giro esplorativo, per fortuna che la redazione è stata così previdente, con il peso dei voluminosi strumenti redazionali non si sarebbe trovato il "meeting place" così facilmente! Si è inoltre individuata nelle immediate vicinanze apposita smoking area e Starbucks dove rifocillarsi e pulirsi un pò con le salviette umidificate appositamente inventariate. Una siffatta e prestigiosa redazione intercontinentale deve presentarsi al meglio alla folla delirante che nel Kansai sarà già in incredibile e trepidante attesa! ;)

Aggiornamento veloce da Ginza, temo l'ultimo da Tokyo per oggi, sono rifocillato, caffeinato e sfumacchiato a dovere in attesa di partire, ci si vede a Osaka!!!!


Gabriel Voyager (--
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3 parte seconda- Il Tempio, il Gimbura e il QFront

Ieri vi dicevo che oggi avrei fatto i pezzi da 90 della mia Tokyo, quindi dopo aver danzato... ops... pranzato alla Bohemè di Daykan-yama sono ritornato a Shibuya e da li ad Harajuku, meta il Meiji Shrine.
Lo so che a Kyoto ne avrò ad uffa di tempi, ma questa perla shintoista immersa nel selvaggio parco di Yoyogi assaporato con le Rin' nelle cuffie... bè è spettacolare, rilassante e coinvolgente. Neppure troppi turisti grazie al cielo, tempo nuvolo bello fresco accentuato dall'umidità degli alberi, insomma uno scenario perfetto per un'escursione perfetta.



Uscito dal parco torno a Shibuya e prendo la Ginza line (avete notato come tutte le mie mete preferite partano da Shibuya? Daikan-yama, Harajuku, Ginza) per il maestoso Ginza 4-Chome.
Questo incrocio è il centro di Ginza, dove mi sono divertito a fare un pò di Gimbura (window shopping per Ginza) e ovviamente immancabile visita ai 4 piani dell'Apple Store dove ho sfruttato la wi-fi e postato con il Touch la prima parte del blog di oggi :)
Per chiudere la visita di Ginza con la cigliegina sulla torta non poteva mancare un caffè e croissant al Doutor con vetrata panoramica sul 4-Chome, sarò stato un'ora alla vetrata ad osservar il viavai di Ginza, dove tutto è bello, le persone sono belle, i vestiti sono belli, le macchine sono belle tanto che sembra quasi che ci sia un posto di blocco che lasci passare solo Mercedes e Lexus!

Per finire il Gabriele very very Best of Tokyo non poteva mancare naturalmente Shibuya! :)
Presa al tramonto è di una bellezza mozzafiato, non sai quasi se incantarti per le luci riflesse nel rosso cielo dal sole calante oppure per la gioiosa e chiassosa biomassa che affolla questo immenso passaggio pedonale di fronte alla Shibuya Station.
Nessuna foto, per quanto inspirata può catturare la sensazione che si ha nel venire immersi dalla folla di questo attraversamento pedonale, bisogna solo immergersi e lasciarsi trasportare dall'onda.


Dopo aver cenato a base di pizza... ok lo so, ma mi diverto troppo a mangiare italiano! In più è cucinato veramente bene, solo che si complicano la vita come dei matti, per la pizza non mi hanno portato un coltello, ma un tagliapizza... comodo direte voi, in verità è un complicarsi la vita inutile, ma per loro fa tanto folklore.
Dicevo dopo aver cenato non ho voglia di rimettere il libro che leggevo nello zaino, pieno con geometrico incastro, così esco per il Shibuya con il libro in mano... non l'avessi mai fatto! I giapponesi sono impazziti!
Da un verso erano sbarellati di brutto dalla inconcepibile violazione della privacy personale, dall'altro si contorcevano per vedere cosa leggesse questo Gaijin deambulante nella loro Tokyo!
Ma spieghiamo un pò meglio, qui in giappone è considerato scortese imporre le proprie scelte, quant'anche il titolo del libro che stai leggendo, è considerato un'intromissione non voluta e coatta degli altri nella tua vita, insomma qui non è che ti devi fare i cavoli tuoi, devi anche fare in modo che i cavoli tuoi non invadano la sfera cognitiva degli altri.
Per questo vanno tanto le copertine copri libro, gli schermi proteggi privacy per i cellulari ecc...

Adesso a nanna, devo preparare la valigia, domani sera parto per Osaka, in pulman, di notte... mi sto un pò spaventando, ho paura di non trovare il pulman, arriverò con 6 ore di anticipo :D

Muci, Muci!

martedì 11 agosto 2009

3 parte prima - La terra trema e il sole splende




Non mi chiedete il perché, non lo so, mi sono interrogato svariate volte sul motivo per cui questo piccolo quartiere ai margini delle guide turistiche e alla periferia del circuito turistico di Tokyo mi sia così entrato nel cuore.
Forse perché è un piccolo, delizioso miscuglioso di Shibuya e Montmatre con i suoi piccoli negozzi artigianali e i suoi sali scendi affascinanti.
Adoro Daykan-yama!!! Poi scendere dalla stazione con Sumerian Haze nelle orecchie, un delizioso fresco sole che ti bacia il viso e ritrovarsi in un dehor con una fetta di torta e un'espresso a veder il movimento lento della gente sulla via principale... cavolo solo questo vale il prezzo del biglietto!



Quello che ci voleva dopo questa notte decisamente movimentata, nel senso letterale del termine!
Innanzitutto mi sveglio alle 3 perché avevo un freddo tremendo... freddo!! Ad agosto a Tokyo!! Incredibile mai successo e dire che dormo sempre con l'aria condizionata spenta. Poi alle 5 succede una cosa incredibile e paurosa... Inizia a tremare la terra, mi sveglio, mi assicuro di esser ben sveglio e la terra trema sempre di più! un tremore pazzesco! Mi alzo, mi metto i pantaloni della tuta pronto a catapultarmi fuori quando smette. Mi aspetto rumori, urla, sirene, insomma un pò di casino, invece nulla, i grilli grillano, le cicale cicalano e per il resto silenzio notturno.
Stamattina il gestore del Ryokan ci scherza su, per loro è stato nulla, una bazzecola, in effetti era tutto in piedi, tutti i grattacieli al loro posto, le strade tutte perfette e il solito via vai di gente per Shibuya. Certo non si può dire che i giapponesi siano inclini al panico facile!

La Bohemè di Daikan-yama è una danza, un balletto di cortesia e squisitezza, in assoluto il mio ristorante di Tokyo preferito.
Le cameriere ti accolgono correndo con passettini brevi, ti servono con movimenti fluidi di un balletto sconosciuto e poi quando è il momento di andare via ti salutano tutte e una ti accompagna alla porta, un inchino, un sorriso e un ciao ciao con la manina :) al che tu rispondi facendo ciao ciao con la manina anche tu e allora si illumina di un sorriso di gioia. La danza della Bohemè si conlude lasciandoti una sospesa sensazione di felicità ed il bello è che sei andato solo ad un ristorante!


Gabriel Voyager (--
--) Warp From My iPod Touch

lunedì 10 agosto 2009

2 - movimento lento

AKIRA!! (Chi ha visto il film sa di cosa parlo...)

Ed eccomi qui all'excelsior caffè di Shibuya, di fronte al 109 a sorseggiar un caffè double e fumarmi una sigaretta. Ricordate vero come funziona? Si entra e ci si dirige subito alla cassa, poi o si dice "espresso" oppure si punta con il ditino quello che si vuole sul menù bilingua li presente. Dopo qualche inchino si lasciano i soldi sul piattino li di fronte, qui è considerato scortese dare i soldi in mano, si attende che l'espresso compaia nel vassoio che ci viene porto e ci si sposta sul tavolino per prendere l'acqua, lo zucchero e amenità varie. Poi si individua la smoking area e si recupera anche il posacenere.
Ebbene si, in questo posto civilizzato si può fumare nei locali ed è bellissimo, specialmente se si trova posto di fronte alle vetrate panoramiche come in questo Excelsior con vista sul viavai del 109 :)
Consumato il tutto si ripone ogni cosa nel vassoio, posacenere compreso e lo lascia nell'area apposita, lasciando il tuo posto lindo come l'hai trovato.

10/ago/2009 13.51
Da caffè a caffè :) adesso sono comodamente seduto su uno dei miei bar preferiti, il dehor dello Starbucks di Shinjuku. Sono appena stato da Yodobashi Camera, ma non mi sono ancora deciso a prendere la LX3, sono uno spendaccione, ma quando si tratta di certe cifre ci penso sempre un pò, magari ci dormo su e ci torno domattina :)

Come avrete intuito mi piace prendermela un pochino comoda, passeggiare con calma, sorseggiare un caffè in un dehor, qualcuno obbietterebbe a questo movimento lento... vero Cri? ;) ma dopo il viaggione ci vuole :D

Oggi è stata un'intera giornnata a movimento lento, un pigro passeggiar per Shinjuku tenendomi domani i pezzi da 90 di Tokyo... curiosi?
To be continued...

Gabriel Voyager (--
--) Warp From My iPod Touch

1 - Eccola la mia Shibuya!

Ci sono due lati positivi nel farsi due ore di pulman da Torino a Malpensa e poi qualche ora nel gate di Malpensa e nell'essere stivati in un tubo d'acciaio a 11.000 metri di altezza insieme ad altri 400 disperati per 12 ore...Il primo è fumarsi la sigaretta più buona dell'anno, quella nella smoking area di Narita e secondo spararsi la doccia più bella del mondo dopo essersi fatti altre due ore di pulman da Narita a Shibuya.
Non che ci si metta sempre così tanto ad arrivare a Shibuya da Narita, ma un pò per il traffico del rientro domenicale a Tokyo e pò per un incidente nella autostrada che attraversa Tokyo alla fine son state due ore.
Ma parliamo un pò di questo incidente, innanzitutto attraversiamo il Raimbow Bridge di Odaiba che potete ammirare nell'immagine in alto del mio blog, poi saliamo al quinto livello dell'autostrada che attraversa la città.Si qui l'autostrada attraversa la città e il fatto che ci sia un incidente al quinto livello intasa leggermente il traffico e ti fa improvvisamente rendere conto che sei al 5 livello!
Uno sottoelevato, uno a livello del suolo e tre sopraelevati!
Ero al livello del non piano del grattacielino piccolino di 30 piani di fronte, no dico NONO piano!
Ero su un pulman sopra un autostrada nel mezzo di Tokyo elevata al nono piano di un grattacielo che qui verrebbe considerato piccolo e banale... certo confrontato con la Mori Tower di Roppongi poco distante... un'altro universo cresciuto in verticale, da farsi venire le vertigini...



Dopo la salvifica doccia mi butto nell'esplorazione della mia Shibuya, qualche novità, un negozio Adidas di 5 piani nuovo e la chiusura di uno dei miei baretti preferiti, il Trunk :(
Ah poi hanno tirato giù e innalzato qualche palazzo nel frattempo, in un anno qui si tirano giù e si innalzano palazzi di 10 piani, in Italia manco un solaio riesci a fare!
Pieno di Hamburger speciale i cui ingredienti erano indecifrabili (scritti nel menù in hiragana) ma nell'insieme buono e forte di corroborante caffè Illy preparato come manco al Caffè Torino ho girellato sereno come un turista imbambolato per la sonnecchiosa domenica sera di Shibuya...
Che bello esser a casa :)
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