venerdì 21 agosto 2009

12 - The Old and New

Oggi ho di nuovo fatto il biricchino...
Bè era comprensibile dopo aver camminato non so quanti km nelle ultime tre giornate (Himeji , Horyu-ji e Todeji) ero leggermente provato e stanco.
Mi sono svegliato un pochino tardi, ma mi sono mosso lo stesso per Nara e andar a visitare Naramachi.

Arrivo giusto giusto per pranzo e mi infilo in un bel ristorantino dove mangio una tempura di salmone (più tante altre cosine che c'erano insieme) per una miseria (630 yen!) poi inizio la camminata per il quartiere storico.
Silenzio e quiete anche qui, nessun turista straniero, solo giapponesi, abitanti o turisti, che si incamminavano per queste tranquille viuzze, ogni tanto si apriva un museo, oppure un tempio, così puff... all'improvviso ed era bello andar così a scoprir le cose :)


Ho visitato un'antica sala da te e un tempio buddista vecchio di 1200 anni... anche questo patrimonio dell'umanità dell'unesco, il bello che per una buona mezz'ora sono stato l'unico visitatore e mi sono goduto la quiete accovacciato sui tatami di fronte ad Amida, non è che zitto zitto mi sto convertendo! :D



Ero proprio impigrito dalla pesantezza alle gambe e dal sole e dal passeggiar sereno che avrò passato un'ora nel parco di Nara a godermi i cerbiatti e le cicale, tra un pò mi addormentavo e venivo rosicchiato dai simpatici Bambi!
Torno ad Osaka prendendo un'altra linea che mi portava a Namba che è ad una fermata di metrò da Shinbaiashi, il mio quartiere.
Ci ero già stato quindi sereno esco da Namba Station imparando una semplice regola di Osaka, la JR (Japan Railways) Namba Station non è la Namba Station fermata del metrò!
Qui non è come a Tokyo dove le stazioni sono fuse insieme, treni e metrò gemellati in amore e d'accordo, quindi esco da JR Namba Station e mi ritrovo a Shinjuku! No non proprio, ma palazzoni enormi, luci, strade soprelevate (solo due livelli però, non 5) casino, ragazze che ballano! Un'altra Osaka e pensare che mi ero appena svegliato dal viaggio in treno, per cui ero pure rinco come una biglia fusa.

Mi salva la mappa che avevo sul Touch (non si contano le volte che mi ha salvato il Touch) e incamminandomi intravedo il profilo lontano dell'altissimo albergo vicino al mio piccolo piccolo, un palazzo per fortuna particolare e distinguibile.
Non avevo molta fame, la tempura (e la merenda di tre briosches diverse più caffè che mi ero scofanato a Nara... ops...) mi aveva saziato, per cui decido di fare foto strane e diverse a Dotombori e Shimbaiashi.



Ok, la prima che pubblico non è proprio scema, ma è cristallina e mi piace tanto, poi lo vedete il lungo canale sulla sinistra? Ecco li nel videogioco Yakuza 2 si svolge una scena bellissima ;-D


Questa invece è un pò più scema, pensate che mentre giocavo con prospettive ed angolazioni c'erano pure giapponesi che mi prendevano sul serio!

Dicevo che non avevo fame, però qualcosa dovevo mangiare, così mi è venuto in mente che io ho una casa qui a Osaka, chiave magnetica, forno a micronde, frigo, televisore, tavolo, sedia ecc...
Per cui decido di fare il giapponese che rincasa dal lavoro (alle 10 di sera naturalmente) e passa al AM-PM a prender qualcosa da mangiare per la sera.
In effetti era pieno di giapponesi che si prendevano da mangiare dopo il lavoro!
Mi accatto gli ultimi tramezzini magici di AM-PM (secondo me li drogano, li sogno la notte tanto son buoni!) pattine, succo d'arancia e caffè solubile, insomma tutto mangiar sano e mi dirigo a casina.
Qui attacco la tv e mi guardo un Drama (telefilm giapponese) e cavolo... stupendo! Si capiva abbastanza, anche perchè giocano spudoratamente sugli sguardi e azioni, i dialoghi sono minimali, ero affascinato dal quantitativo di emozioni che riuscivano ad esprimere gli attori solo guardandosi, quando i giapponesi veri hanno tutti una faccia da poker che avercela nella vita reale.
Così eccomi qui, in vestaglia giapponese (gentilmente offerta dall'albergo) ciabattine e sigarettina post caffè che scrivo e mi guardo le pubblicità giapponesi, che sono tutte dei piccoli grandi capolavori, sono delle storie, sono... vabbè difficile da descrivere, ma mi stregano!

Good Night and good Drama! :)

mercoledì 19 agosto 2009

11 - I cerbiatti e il Grande Budda

Non c'è due senza tre dicono i saggi... dopo due splendide giornate ecco la terza!
Vi ricordate ieri? Ero giunto a Nara andando a visitare un complesso templistico buddista fuori mano, lasciando ad oggi la visita del complesso principale.

Qui a Nara i templi Buddisti e Shintoisti del complesso principale sono posti all'interno di un grande parco che comprende buona parte della città.
E' un parco meraviglioso, lasciato crescere in libertà, secondo la regola del "disordine naturale" molto zen ed è popolato di una miriade di cerbiatti!!


Questi simpatici animaletti sono dappertutto! Scorrazzano allegri per il parco, dormono sereni in mezzo ai sentieri, si infilano nei templi e negozi... fa una certa impressione dover andare alla cassa e dover chiedere gentilmente ad un cerbiatto li davanti se ha finito e posso pagare :-D
Certe volte devi farti strada spostandoli leggermente, non hanno timore degli umani, da cui peraltro ricevono solo coccole e cibo, sono una meraviglia :)

Camminare per km in questo enorme, selvaggio parco, fra cerbiatti e natura incontaminata, in questa splendida e meravigliosa giornata, incontrando templi di una bellezza struggente è un tocco di paradiso.


Ovviamente, come mio solito, non seguo il percorso stabilito e non mi limito a visitare solo i "must see", ma mi perdo nei sentieri più nascosti, fra i templi meno frequentati ricevendo le mie belle soddisfazioni come ad esempio la visita del Kasuga Wakamiya Shrine e sopratutto del meraviglioso Nigatsu-do dove inerpicandosi su per la collina che lo ospita e percorrendone le scale della Hall principale si gode di una vista meravigliosa di Nara dall'alto.
Qui c'era una piccola sala di riposo dove tè ed acqua erano gratis, prendi la tua tazza, prendi il tuo tè e assapori un momento di autentica magia quando per puro caso incappi nel'intonazione del sutra da parte dei monaci.
Ero li a sorseggiare tè, accovacciato sul tatami mentre nell'aeree si spargeva soave il canto del sutra! Magia pura!
Finito di bere lavi la tazza e la riponi pulita e linda, in un'autentico spirito di condivisione delle risorse dei viaggiatori pellegrini.


Percorro tutto il parco, valico tutte le colline, mi godo una natura che in certi momenti ti regala struggente bellezza di odori e colori, fra cerbiatti, verde, rosa, rosso, riflessi di polle e ruscelli e cascatelle, non so come succedeva ma in certi momenti il mondo spariva, i turisti, i rumori e rimanevi solo tu e la natura che ti avvolgeva nelle sue grazie e il respiro si armonizzava e il passo si faceva lieve nell'assaporar tanta meraviglia.


Lascio per ultimo il pezzo da 90, l'enorme, gigantesco Budda di bronzo all'interno del tempio buddista più grande che abbia mai visto: Todaji Temple.
Anche questo, come tutti i templi di Nara, è antichissimo, risale all'ottavo secolo, e nessuna foto potrà mai catturare la sensazione che si prova ad essere al cospetto di questo Budda ultra millenario che enorme, imponente ti osserva e non serve cambiar angolazione, il suo sguardo sereno ti contempla da ogni dove e rimani li, a bocca aperta per un'attimo rapito, insieme alle centinaia di turisti li presenti soggiogato dalla poderosa imponenza della statua e del tempio che la ospita.



Terminato il giro decido di tornare a piedi per i km che mi separano da Nara Station (avete notato che qui in Giappone la stazione principale porta sempre il nome della città? Tokyo Station, Kyoto Station, Osaka Station ecc... forse perchè ogni città ha decine di stazioni ;-)
Voglio lasciar perdere i bus e seguendo il miraggio di un caffè illy la cui insegna avevo intravisto poco fuori dal parco, verso la stazione mi incammino, raggiungendo l'agognato premio.
Qui mi rilasso, sorseggiando un caffè illy e faccio amicizia :) vi basti il nome Yuki :)

Devo ancora visitare Naramachi, un quartiere di Nara congelato al 16 secolo, che peccato ritornar in questa splendida città, veramente un peccato! ;-)

Good Night e che l'armonia sia in voi!

martedì 18 agosto 2009

10 - La prima e quarta capitale

In ordine di visita: Tokyo, Kamakura, Kyoto, Nara.
In ordine cronologico: Nara, Kamakura, Kyoto, Tokyo.
Con Nara ho messo il piedino nella prima capitale del Giappone, chiudendo così il cerchio visitandole tutte da quel lontano 2007...

Nara è un'incantevole cittadina nell'entroterra della pianura del Kansai, ci si arriva con un non semplicissimo collegamento da Osaka e per dire quanto è piccolina la sua stazione dei treni non ha un centro commerciale (Himeji invece si, per esempio).

Dopo la meravigliosa giornata di ieri, ne volevo ancora, volevo ancora avventura ed esplorazione, perciò decisi di buttare al vento i consigli della Lonely e affidarmi alla guida presa da Maruzen a Tokyo, decisi di infischiarmene del classico tour turistico e andare a visitare un complesso templistico buddista eccezionale e fuori mano.

Da Nara presi il trenino (ciuff... ciuff...) e sbarcai alla stazione di Horiuji e di fronte a me si spalancò... IBARAKI! Per voi tutti che avete visto Kamikaze Girls (l'avete visto vero? IL film giapponese per eccellenza vero!?) non faticherete a ricordare la sonnolenta, rurale, graziosissima provincia di Momoko e Ichiko, ecco mi sembrava di esser stato trasportato li! Ho visto pure ragazze yanki in sella a motorini moddati come quello di Ichiko!

Dalla piccolissima stazione a due binari (che tenera) sosto un'attimo presso il centro informazioni dove mi danno una cartina (in doppia lingua) con tracciato a manina con il pennarellino il percorso per il complesso templistico di Horyuji, che meraviglia, ero su un'altro Giappone.

Mi incammino lungo la via prefetturale (qui le statali sono prefetturali) e mi godo questo meraviglioso, semplice, rurale, paesino della provincia, della provincia della cittadina di provincia e mi innamoro immediatamente, mi innamoro della cassiera del Family Mart che sussulta sorpresa quando vede che alla cassa c'è uno straniero, mi innamoro del delizioso ristorante a self service dove ho mangiato una tempura (e un'altra cosa buona, ma sconosciuta) e tutte erano solerti a indicarmi come fare a prender l'acqua e come funzionavano le salse ecc... mi sono goduto il pranzo in mezzo a provinciali che mi guardavano tutti incuriositi salvo poi girarsi veloci se li guardavo io.

Mi sono innamorato del Tempio di Horiuji, forse perchè è semplicemente il più antico tempio buddista del Giappone e la costruzione in legno più antica dell'umanità.
Qui ho scovato uno Shrine che sospeso in un piccolo lago impose su di me una pace assoluta nel contemplarne l'altare a gambe incrociate, senza scarpe su tatami scricciolanti e morbidi.
Una serenità si è impadronita di me nel lieve accarezzarmi della fresca brezza al suono delle cicale che pigre intonavano le loro canzoni di armoniosi suoni


Pieno di calma e serenità decido di attraversar l'ignoto e armato di sola cartina, confidando nella sorte di questa splendida giornata mi incammino per i vari km che mi separano dal tempio di Horinji.
Supero laghi artificiali, colline, campi di riso, perso sempre di più in quel Giappone meraviglioso, autentico, vero, profumato, dove le persone ti salutano mentre le incroci, dove ogni cosa è lenta, ponderata, misurata, attenta come immersa in una bolla di serenità natia.



Alla fine giungo il quel meraviglioso piccolo tempio Buddista e come mai non mi sorprendo di trovarne la storia in doppia lingua? Mi godo la serenità di quel luogo perso nel tempo e nello spazio immerso anche io in una bolla di liquida e serena quiete.



Non mi preoccupo di ritrovar la strada che per km mi ha condotto fra stradine e campi e colline in quel luogo, so che la troverò, non mi preoccupo di trovar ristoro in un delizioso caffè gestito da un vecchietto giapponese dall'aria vispa e allegra, non mi preoccupo di nulla, come in un sogno mi godo la passeggiata, mi inebrio degli odori delle risaie e dei suoni ritmati dei contadini, del cicalio e del frusciar del vento.

Che meravigliosa giornata e che meravigliosa scoperta Nara!

lunedì 17 agosto 2009

9 - Himeji-jo

Eccolo li, si stagliava imponente e indomito sull'altura della città di Himeji.
Fiero, mai domo, lo straniero ne osservava rapito l'imponente struttura colto da una miriade di sentimenti diversi.
Ne aveva atteso la visita a lungo, da mesi ne osservava le forme sulle guide, ne meditava il percorrere i marziali camminamenti, scalarne la cima, assaporarne le sensazioni che emanava.



Aveva scelto la giornata più bella, una giornata splendida, cristallina, solare, priva di foschia o umidità, forse l'unica giornata del genere per settimane a venire.
Si era alzato presto (per i suoi standard canonici naturalmente) e si era diretto ad Umeda per prendere il Rapid Express che in 50 minuti avrebbe percorso i 100 km che lo separavano dalla meta ambita.
Arrivato in stazione entrò nel centro commerciale annesso, piccolo trucchetto: in Giappone ogni stazione ferroviaria medio-grande ha annesso, in simbiosi, un centro commerciale, se vi scappa la pipì non andate nei bagni della stazione, non perchè siano sporchi (impossibile, inaudito) ma perchè pieni di gente, infilatevi nei bagni semivuoti del centro commerciale, dotati perlopiù delle magiche copritazza riscaldate e super accessoriate.
Preso un caffè e un tramezzino era pronto... un pochino preoccupato, e se fosse come a Kyoto!?
Quanto si sbagliava, la via era segnata più che bene, passando dal centro informazioni dovette affittare un furgoncino per tutte le cose che un vecchietto gli aveva dato, tutte in inglese of course.



A breve giunse alla meta... e che dire, che parole usare per descrivere la cosa più bella, affascinante, coinvolgente mai visitata in Giappone!
Perdersi nei suoi camminamenti, togliersi le scarpe e inerpicarsi per la torre centrale, con museo annesso, con descrizioni in inglese di ogni cosa, rimirando ogni dipindo, sbavando ad ogni descrizione delle tecniche difensive del castello, trasalendo di fronte alle reali Katane esposte, sognando di fronte alle ricostruzioni della vita nei quartieri privati del Daymio...



Troppo! Veramente troppo! Il castello di Himeji è l'incarnazione di tutto quello che ho sempre sognato del Giappone, è l'emblema reale, in legno e pietra di un passato che ho letto, divorandolo, in saggi e romanzi.
Immaginavo i samurai addestrarsi nei padiglioni, immaginavo i soldati affacciati con gli archi alle feritoie oppure lo sgomento dei nemici che si perdevano nei meandri dei camminamenti progettati per rallentare e confondere.
Sentivo i fruscii dei kimono di seta sui pavimenti di legno di ciliegio ricoperti da freschi tatami, sentivo il sibilare delle Katane sguainate per un feroce attacco dai samurai nascosti nelle alcove segrete.



Un'esperienza unica, stupenda, meravigliosa, compresa in tutto, qui a Himeji SANNO come valorizzare un sito storico, punti di ristoro strategici, ogni minima scritta in doppia lingua, indicazioni chiare e precise, rotte consigliate di visita, meraviglioso, il turista deve solo godersi la visita senza inutili sbattimenti o preoccupazioni, ottimo, davvero eccezionale.

Non volevo andarmene, avevo girato tutto, percorso ogni camminamento, entrato in ogni area (torre centrale, zona ovest), fotografato ogni minuscolo anfratto (ho consumato la batteria! per fortuna ho quella di riserva), stavo li inebetito, all'ombra di fresche frasche a godermi l'atmosfera magica di antiche era passate, di questo popolo così diverso e affascinante, di questa arte e cultura così pregna di significati per me.

Che altro aggiungere, la giornata in assoluto più bella di questo Japan2009, migliore delle più rosee aspettative :)

Domani arriva una tempesta, direzione Sud - Sud Ovest, investirà prima Kyoto e lo StormTour suggerisce tanto Nara per cui mi sa tanto che domani Nara sarà!

Good Night!
The Tokugawa Spirit live forever!

domenica 16 agosto 2009

8 - The Path in Southern Higashiyama

Se in quel momento fosse passato un corvo e se quel corvo fosse stato in verità l'incarnazione della divinità dei corvi e fosse quindi dotata di intelletto e sopratutto di senso dell'umorismo avrebbe visto uno straniero arrampicarsi sul fianco della "Collina dell'eterno Oblio" (© Gabriel Voyager) grondante di sudore con un'espressione particolarmente ebete stampata sul viso, persino più ebete del solito!
Allora questa divinità corvo si sarebbe appollaiata su un'alto ramo per farsi due risate e passare così la giornata a veder vagare come un inebetito tontolone questo straniero che scuoteva il capo di fronte ai nomi dei siti in kanji e tentava in tutti i modi di capire dov'era e sopratutto "ma perchè!"



Si dal caso che questo straniero stamane si fosse alzato particolarmente combattivo poichè non si spiegava come mai, dopo aver piegato alle proprie brame turistiche posti sperduti del Giappone di appena qualche riga risicata sulle corpose guide, non riusciva ad apprezzare la città che sulla carta era LA metà turistica in Giappone.
Decide allora questo straniero di affidarsi alla guida che le suggerisce un percorso lungo tutto il Southern Higashiyama beccando posti da tripla stella come Kiyomizu-dera.

Tutto è pronto, guida (che ahimè si rivela ben misera, fosse per me la Lonely fallirebbe, impiega più pagine a descrivere dove comprare il miglior maledetto bicchierino di sakè in terracotta che a descrivere i siti turistici...) macchina foto ecc...
Lo straniero si presenta fiero alla fermata del bus e bum in sequenza due mazzate, la prima è il nome delle fermate tutte in kanji, manco un romanji a pagarlo oro colato e bum la seconda si becca un sarariman (salary man secondo una crasi tipica giapponese, "vagamente" dispregiativa che descrive i lavoratori a salario, gli impiegati per intenderci) che sbraita all'autista qualcosa del tipo: "OHHH guido, se non muovi 'sta carretta vengo li e ti mischio le falangi degli alluci!".
L'atto di palese, manifesta, inequivocabile maleducazione crea un certo shock nello straniero che in tre anni non ha mai assistito in Giappone a scene del genere (a casa sua invece, normale normalità) e così fra i suoi pensieri, occupati finora dal panico di non aver preso il bus giusto, si sostituisce la considerazione che Kyoto gli ha sottratto un'altro pezzettino del Giappone che amava... sigh...


Il resto della giornata il corvo lo passa ad osservar divertito lo spirito battagliero dello straniero disintegrarsi di fronte ad un muro di incomprensione (manco i nomi dei siti in romanji, non dico tanto, ma almeno i stracavolo di nomi dei siti!!!!) e per dargli il colpo di grazia decide di scatenargli addosso il suo esercito di demoni peggiori: i Tremendi Vecchietti di Kyoto!
I TVK sono una schiera dannata espulsa dall'inferno più nero per infestare i poveri stranieri che osano deambular nella sacra Kyoto, spingono, urtano, passano davanti nelle code e ne combinano di tutti i colori pur di infastidire all'eccesso il povero straniero.

A questo punto il corvo si sta sganasciando dalle risate, non ne può più, tra un pò soffoca e decide allora di far prendere un attimo di pausa al povero straniero, così lo spedisce nel Labirinto del Turista Fesso.
Il LTF è una lungua e tortuosa stradina dove ci sono tante casettine tipiche della Kyoto medivale, ma è solo una facciata, in verità sono tremende trappole divora soldi per i poveri stranieri! I ristorantini tutti bellini e tipici invero servono pizza, i negozietti vendono Katane di plastica made in china e magliette che manco il capo tamarro di curva Scirea si oserebbe indossare.
Ovviamente lo straniero non può che percorrerla tutta poichè appena tenta di orientarsi con i nomi dei templi che li appaiono ai lati non riesce a confrontarli con i nomi dei templi della guida per la semplice legge dell'incompatibilità dei caratteri che qui a Kyoto sembrano non aver compreso molto bene (oppure hanno compreso benissimo e se ne fottono).



Per fortuna che forze angeliche giungono di tanto in tanto a salvar il povero straniero perso nei meandri infernali dell'LTF, una ragazza che gli indica la via, una barista che gli offre un'oasi di pace e serenità, un gelato e un'ambiente veramente carino, ma sono appunto oasi in mezzo all'LTF che per fortuna ha fine.

Ovviamente sarebbe dovuto sbucare in una via e invece sbuca in un'altra, ovviamente qui le vie non hanno nomi, ovviamente beccare qualcuno che sappia dov'è la metro non è cosa, l'ultimo scherzo del corvo che ancora sghigniazzante decide di mollar la presa per andare a cenare.
Così al povero straniero non resta che affidarsi all'unico faro di conoscenza presente in questa città, decide di sfoderare IL nome, pronunciare le fatidiche parole di salvezza e redenzione: "Kyoto Station"!
Viene così catapultato in un bus, oramai è troppo stanco per pensare che forse lo sta portando ad Okinawa e si affida totalmente al potere delle Parole Salvifiche.
E le Parole lo salvano davvero, si ritrova i fronte al Cancello d'Argento, il cancello il cui varcar con apposita card lo conduce alla sua casina, alla sua Shinbaiashi di Osaka.
Qui si nutre di qualcosa che sa di pollo con anacardi e riso bianco e una specie di insalata di cose bianche, non sa esattamente dove si sia seduto, ne cosa stia mangiando (gli piaceva tanto la "figu" sul menù), ma il cibo è buono, anzi buonissimo, la musica è deliziosa (si fa dare il nome della cantante) e termina infine la serata in un bar con un caffè Illy e musica Trip Hop nelle orecchie.

Oramai l'influsso del corvo era svanito, domani dovrebbe esser una giornata splendida, perciò vado ad Himeji!

Good Night to all and leave the crow alone! ;-D

sabato 15 agosto 2009

7 - Il Tè e la Reggia

40 minuti passarono dalla chiusura elettronica della mia camera al poggiar del sedere in un bar della Kyoto Station.
In questa enormità di tempo incredibile altro che compiere uno spostamento in metrò e in treno fra due città distanti più di 60 km nel Kansai, a Torino manco arrivavo in centro dall'ufficio con il bus...


Certo che quale esser umano dotato di un minimo di discernimento si munirebbe di un ingombrante, scomodo e costosissimo mezzo di locomozione personale (leggasi automobile) avendo a disposizione una rete così precisa, puntuale, pulita, efficiente, sicura ed economica di trasporti pubbilici? Certo qui nel Kansai non raggiungiamo le cosmiche vette di incredibili soluzioni di logistica raggiunte a Tokyo, dove singole stazioni (Shinjuku) movimentano più di due milioni di persone al giorno, si avete letto bene, al giorno, con una media di qualche centinaia di migliaia di persone presenti contemporaneamente nell'immensa stazione dalle 57 uscite a dai 6 livelli sotto e sopra elevati.
I giapponesi hanno fatto del trasporto pubblico una scienza, esatta, precisa, efficiente, sicura ed economica (per dire, da Osaka a Kyoto, metrò compreso ho speso circa 6 euro, tutto addebitato nella carta ICoca, neppure lo sbattimento di far biglietto...)

Ma basta divagar, parliamo di Kyoto, anche qui la prima impressione non è stata delle migliori, forse domani migliorerà e forse le aspettative erano un pochino alte, ma non mi è sembrata 'sta gran cosa, un paesottone, una specie di Odawara o Kamakura (leggete il blog dell'anno scorso please ;) ingrandite, prive del fascino mistico di Kamakura o della quiete provincialesca e genuina di Odawara.

Ho visitato la parte "laica" dei dieci "must see" consigliati dalla guida, ovvero l'Imperial Palace e il Nijo Castle, niente templi, quelli forse domani.
L'Imperial Palace mi ha subito fatto una pessima impressione, scendo dalla stazione del metro e nessuna indicazione, avevo uno spigolo delle mura e nulla che mi dicesse se andare da una parte o dall'altra, niente e dire che Kamakura, con la sua marginalità nel turismo internazionale accidenti ti accompagnava per mano con indicazioni continue e qui siamo a Kyoto.
Entro infine e scopro che la visita all'Imperial Palace è subordinata ad un permesso da richiedere e solo in tuor guidati! Inaudito! Mai vista una cosa del genere in tre anni in giappolandia! E no, io i tour guidati li odio, io vado in giro per i cavoli miei proprio perchè voglio andare dove mi pare, quando mi pare, perciò addio Imperial Palace.
Uscendo dal complesso becco una piccola ricostruzione di una sala da tè cerimoniale del 1600, ecco bellina, tolte le scarpe la visito tutta, proprio bellina, un tutffo nel passato e uno squarcio di vita di altri tempi :)



Contento per essermi risollevato un pò il morale e dopo aver mangiato qualcosa di strano in una ciotola di riso in un ristorante tipico all'interno del complesso imperiale, buona ma niente di che rispetto a quello mangiato nei chioschetto di Osaka ieri, mi dirigo verso il famigerato Nijo Castle, li in zona.

Anche qui ci metto un pò per l'incapacità cronica di dare indicazioni, per la mappa del metrò fornitami dall'ufficio informazioni peggiore del mondo, intricata come non mai, hanno solo due linee e sono riusciti a mapparle così male che quella di Tokyo sembra un monumento di comprensione e semplicità (cosa che in effetti è).

Comunque alla fine arrivo, un pò preoccupato perchè sono le 15 e il sito chiude alle 16... alle 16!? Ad agosto? Durante la settimana di vacanza in giappolandia per via del rituale dei morti? Vabbè spero di farcela in un ora!
Alla fine ci ho messo mezz'ora, ed è stato fin troppo... innanzitutto non è un castello, non ha alcuna valenza militare, non è certo Odawara o Osaka, ma è una reggia per intenderci, ovvero un palazzo cerimoniale costruito dal shogunato dei Tokugawa come rappresentanza del potere politico a Kyoto quand'era la capitale.


La visita è una lunga, lenta, noiosissima passeggiata all'interno con vista di stanze le cui spiegazioni sono solo in giapponese! Ma come!? Un patrimonio dell'Unesco e non ha neppure le spiegazioni in inglese!? Le uniche cose in doppia lingua erano i 16mila divieti che avevi, tra un pò manco respirare potevi, certo non sarebbe stato noioso se avessi potuto capire che cavolo di funzione avevano le stanze che vedevo.
Alla fine guardavo solo avanti e non vedevo l'ora di uscire... che tristezza, mi sentivo defraudato della mia curiosità di tutto ciò che è Giappone medievale, samurai, shogun ecc... mi sentivo derubato di qualcosa che mi sarebbe potuto molto interessare se solo fossero stati meno sciatti ed imprecisi.
Ecco a Kyoto ho trovato imprecisione e sciatteria nella valorizzazione dei siti turistici, una cosa mai vista, mai provata da quando sono in Giappone, pure lo sconosciuto castello di Odawara aveva il suo bel museo con tutte le teche in doppia lingua, per non parlare di quello di Osaka, straripante di indicazioni, addirittura sottotitoli in inglese per i supporti audio visivi.

Spero tanto che la situazione cambi nei templi, ma se tanto mi da tanto... che peccato... uffa!

Ritorno ad Osaka vagamente stancuccio, e cercando la metro dopo esser uscito dal gate della stazione dei treni, tutto nel sottosuolo, passi dai treni alla metrò senza veder la luce del sole se vuoi e io invece decido di veder la luce del sole ;)
Non proprio sole, ma le mille luci del quartiere Umeda di Osaka, la Shinjuku locale, ovvero il quartiere dei grattacieli e mega centri commerciali, fra cui Yodobashi Camera di Osaka.
Ecco immaginate 3/4 di gru, estendetelo per 8 piani, riempitelo di tutto quello che l'umanità ha prodotto di tecnologico e affini ed avrete una vaga idea. Ho visto prodotti italiani (porta macchine foto) che non avevo mai visto neppure in Italia!
Certo a Tokyo c'è Yodobashi a Akihabara che è una volta e mezza le gru, sempre per 8 piani, ma fa comunque sempre impressione, dentro c'è un rumore pazzesco, anzi, non rumore, ma suoni dei commessi che ti uralano qualcosa, dell'ipnotico jingle di "yodobashi camera, na ra na ra..." che si pianta nel cervello e non esce più e un overload di input visivi da svenire.
Per esempio, volete qualcosa che pulisca le lenti della macchina foto? In Italia forse trovate uno o due prodotti, qui trovate uno o due scaffali enormi, pieni fino al soffitto di prodotti diversi, puoi passare un pomeriggio solo a scegliere che accidenti di prodotto è meglio per la tua preziosa lente!

Torno infine alla mia Shinsaibashi e mi immergo nel casino della sera e faccio amicizia :)

Good night! Domani ci riprovo con Kyoto :)

venerdì 14 agosto 2009

6 - The Castle

Oggi sono stato un pochino biricchino, mi dovevo svegliare presto (8:00) per andare a Kyoto, ma ne la sveglia del residance ne quella del mio cellulare sono riuscite nell'intento e fallendo miseramente mi son svegliato alle 10!
Ero in effetti ad epocale debito di sonno dopo il viaggio e ne avevo in effetti un pochino di bisogno, così decido di prendermela comoda, fare il bucato e rimanere a Osaka.

Ma parliamo un pò di questo residance: un palazzo alto alto e stretto stretto che è un vero e proprio residance, la camera ha il frigo (prontamente riempito dopo una visita da AM- PM) un forno a micronde, un tavolo, un telvisore, un bagno grande con vasca, connessione LAN, aria condizionata con telecomando e sopratutto chiave elettronica personale. Entro, vado direttamente al quarto piano senza passare per la receptionist, infilo la chiave elettronica, entro, mi infilo le ciabattine, mi metto la vestaglia giapponese e sono a casa :)
Al secondo piano c'è la receptionist e le lavatrici con asciugatrice, inoltre ti regalano il caffè la mattina, così mentre faccio il bucato faccio colazione sereno e tranquillo, con 400 yen (3 euro) ho le cose pulite e asciutte.

Fatto tutto esco, è una giornata meravigliosa, giro l'angolo e bum! Un caffè sta aprendo e servono caffè illy!! Certo apre alle 12 non si può far colazione, ma la giornata decolla insieme alle quotazioni di Osaka dopo un bel caffè in tazzina, sul dehor fumando in serenità.

Dove andare oggi? Sfoglio la guida di Osaka che ho preso a Maruzen, una librearia ad Oazo a Tokyo di 6 piani con un piano di libri in inglese e addirittura uno scaffale di libri in italiano. La guida è carina e ben fatta, certo non le tre pagine della lonely di Kyoto che dedicava a Osaka ed ha una sezione del meglio e nel meglio c'è naturalmente il secondo castello del Giappone: il castello di Osaka!

Essendo già stato al primo (palazzo imperiale, ebbene si, sono l'imperatore, lavoro al CSI perché fare l'imperatore è più noioso) e al terzo (castello di Odawara, l'anno scorso) non potevo che tappare il buco andando al secondo :)


Arrivo al grande parco che incorona il castello pronto per una lunga camminata sotto il sole arido e cocente... in verità faceva un caldo che manco nelle fornaci di Satana, ma era pieno di viali alberati e sapendo la regola, la regola omnia in casi di questo genere: camminare piano piano piano, piccoli lenti passettini per cercar di eguagliar il metabolismo di una lucertola, sopravvivo all'attraversata.
Bisogna peraltro munirsi dell'unico, vero, autentico e indispensabile accessorio del turista in Giappone: l'asciugamanino tascabile: ci si deterge, lo si bagna e lo si usa come salvietta, in fondo non lo consiglia come necessario anche la "guida galattica per autostoppisti"?

Sopravvivo all'attraversata e arrivo davanti all'entrata dell'altura del castello, qui ci sono dei chioschetti che preparano cibo tipico, fra cui le famose polpettine di Osaka (non mi chiedete il nome!) consigliate anche dalla nonnina del Ryokan di Tokyo. Prendo quelle e una specie di frittata strana, i tipi del chiosco dicono qualcosa ridendo, penso del tipo: "ma questo straniero magrolino riuscirà a mangiarle tutte queste cose"? Li sorprendo spazzolando tutto e sfoggiado un uso professionale delle bacchette ;)


Dopo un caffè in lattina, un paio di sigarette e una sosta ai box sono pronto e... spettacolo! Meraviglioso! Il castello con il museo interno, vista panoramica all'ottavo piano è una delle cose più belle visitate in Giappone, conoscendo poi la mia passione per l'ars militarie :)
Ci credo che sia orgoglio e vanto per Osaka!

Rimango fino al tramonto, voglio fotografarlo di giorno e di notte illuminato d'immenso e qui sfoggio una tecnica di piedistallo a libro e pacchetto di sigarette che sorprende tutti i fotografi con treppiedi veri e Nikon da paura, infatti pieni di vergogna si inginocchiano al mio ingegno e operano il rituale taglio del cordino Nikon in segno di sconfitta ;D


Quando ho terminato di sfoggiare le mie arti fotografiche sopraffine, mi volto e... tutto lo spiazzo antecedente il castello è vuoto! Oddio! Da bravo italiano, imbevuto di terrore mediatico da 15 anni, in un parco al buio, da solo, in terra straniera mi spavento un pochino... considerando che saranno un paio di KM di parco prima di raggiungere la fermata del metro.
Tremante mi incammino e nell'ordine: torme intere di gente che fa footing, intere secchiate di gente che esce da un concerto presso un auditorum all'aperto, qualche centinaio che cavoleggia allegro in una piazza centrale al parco... tutti tranquilli, famiglie, bambini, ragazze che corrono da sole serene e mi do dell'idiota e do dell'idiota al popolo nostro intero, perchè accidenti non possiamo viver sereni e tranquilli come i giapponesi???

Prendo il metro (ovviamente tranquillo ad ogni ora) e giungo al "mio" quartiere: Shinsaibashi ed ho voglia di tempura! mi infilo in uno dei tanti grattacieli dopo aver visto le pubblicità dei ristoranti all'ingresso. Quando vi sono i ristoranti, bar e quant'altro spalmati in verticale in tutti i grattacieli, addirittura vi sono palazzi con solo locali in verticale, questi espongono la loro "brochure" al primo piano (che è il piano terra in Giappone) presso l'ingresso. Spesso vi sono Floor Guide da prendere e consultare sereni mentre si salgono i minimo 10 piani di questi grattacielini.
Mi dirigo all'undicesimo di questo grattacielino per poi scendere al nono nel caso non mi piacessero i posti, esco dall'ascensore vetrato esterno goduto del paesaggio che ecco aprirsi un ristorante italiano con una vetrata meravigliosa sulla parte ovest di Osaka!
Mi dico e che ca###o la tempura la mangio domani, entro, chiedo della vetrata e intraprendo una lunga e per fortuna fruttuosa chiacchierata con la cameriera che tenta di tradurmi il menù solo in giappoidioma.
Goduto come budda nel nirvana, con una carbonara, un bicchiere di rosso e per finire un espresso vero e buono il tutto innaffiato da sfumacchiamento libero di fronte alla vista mozzafiato dalla vetrata panoramica all'undicesimo piano di Osaka ovest... medito che Osaka oggi ha guadagnato qualche miliardo di gozziliardi di punti, Tokyo è sempre in testa, ma Osaka è li li dopo oggi.

Dopo essermi goduto questa cena guduriosa come poche (certo direte voi, chissà quanto sarà costata! ... 15 euro (1980 yen), tutto compreso, accompagnamento all'ascensore e ciao ciao con la manina incluso, in Italia che ci mangi con 15 euro? e dove? ... appunto ...) mi dirigo verso Dotomburi, quando ecco aprirsi un'altra viuzza: Soemon-cho, carina e la serata continua.

Buon ferragosto a tutti! io spero di passarlo a Kyoto ;D

Gabriel Voyager (--
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giovedì 13 agosto 2009

5 - yakuza 2!!!!

Meglio che vi abituiate subito, mi sentire spesso citare un videogame chiamato Yakuza 2, per metà ambientato a Dotomburi il quartiere dei divertimenti di Osaka... cavoli adesso ci sono dentro!!
Non pensavo fosse possibile ma fa immensamente più caldo che a Tokyo, tremendo! Inoltre devo capire come funziona qui il fumare per strada, lo capirò stasera quando cala il fresco ;)
Adesso sono seduto a sorseggiare una spremuta... sulla spiaggia! :D c'è un locale con pavimento di sabbia, sabbia vera, fine, da spiaggia e tavolini da esterno poggiati sopra, sulle pareti filmati di palme e mare, sono matti qua a Osaka :D

Premessina, stasera do molte cose per scontate, se siete curiosi usate la ricerca del blog dell'anno scorso :)

Oggi mi sono un pò dato all'esplorazione delle vicinanze, sono a due passi due dalla fermata del metro di Simbaiashi, discretamente assai centrale, sono a due passi due da Dotomburi, ho individuato un AM-PM qui vicino (una catena di supermercati di grandezza variabile, dal piccolissimo al piccolo aperti 24 su 24 e 7 giorni su 7, a Tokyo vi sono altre catene del genere, Family Mart, 7store, Lawson ecc...) decisamente comodo per prendere beni di prima necessità a qualsiasi ora si rientri, anche alle 4 di notte, pensare che gente fa la spesa alle 4 di notte, mentre torna a casa dal lavoro...

Inoltre camminando sulla strada principale che sembra un pochino la impersonale copia di Omotesando ad Harajuku (Tokyo) ho scoperto una filiale di CityBank con bancomat aperti 24 su 24 che accettano Maestro e Cirrus e poi... giuro che non l'ho fatto apposta! Pensare che volevo andare a vedere sul sito dov'era a Osaka... ehm... come dire... sono ad un isolato dall'Apple Store di Osaka :D
Piccola disgressione, questo Netbook è tanto carino, ma windows fa schifo oltre ogni immaginazione e Picasa3 è pessimo, manca integrazione fra i programmi, aggiungere una foto al blog è una palla tremenda ("Blog this" stò cavolo, non ti fa scegliere il post, ne inizia sempre uno nuovo) insomma come avrete notato preferisco 1000 volte scrivere e pubblicare i post con quella meraviglia partorita da un genio che è l'iPod Touch ;D

Dotomburi mi fa un'effetto strano, è un miscuglio di Shibuya (molto meno j-pop, molto più reggae) e Kabuchi-cho (molto meno oscuro e più luminoso). Un bel quartiere, gli abitanti di Osaka sembrano più allegri e meno sostenuti dei Tokyesi, però... ma...
Ecco non voglio far quello della capitale, ma ci sono delle cose a cui mi devo abituare a sentirne la mancanza e che adoravo a Tokyo.


Primo l'espresso! Tokyo è pieno di Dotour, Segafredo, Tully, Starbucks, Excelsior, Cafè Veloce ecc... preparano tutti un'espresso ottimo, con tazzina, cucchiaino e tutti i crismi del rituale del caffè come piace a me, qui a Osaka non c'è ne sono!!! solo un misero Starbuks nel sottosuolo vicino alla metro e ti danno Nescafè in un bicchiere di carta! AAAARRGGHHH!!!
E dire che sono nel quartiere dei locali notturni, dello shopping, del casino e divertimento, se non sono qui mi sa che non ci sono proprio... sigh...

Secondo le sigarette! Non ci sono smoking area! Qui si buttano le cicche per terra dove trovi cicche si fuma... per prima cosa fa tutto leggermente zozzo, poi si spezza il rituale della passeggiata con sosta alle smoking area che tanto mi piaceva a Tokyo... uffa!

Va bene è passato solo un giorno a Osaka, mi devo abituare a ritmi, gusti, abitudini diverse però oggi, ecco come dire, Osaka non mi ha ascoltato, una delle cose belle di Tokyo e che non fai a tempo a desiderar qualcosa che eccolo li, hai sete? Starbucks, ha voglia di fumare? smoking area, hai voglia di una pausa come si deve? Doutor, hai fame? Ristoranti eleganti con menù in doppia lingua, qui invece tanto cibo tradizionale che devo imparare a gustare, solo che, insomma, mi sento un pochino trascurato, Tokyo mi ha viziato troppo ;)


Domani mi alzo presto e vado a Kyoto, prendo il metrò fino a Umeda (la mia tessera Suica del metrò di Tokyo alla fine qui non valeva, ho dovuto farmene un'altra: ICoca) e poi con occhietti smarriti di gaijin disperato mi rivolgo alle bigliettaie e mi faccio spiegare, magari mi vale la ICoca e non devo fare neppure il biglietto.

Domani vi racconto 'sto splendore di residance qui a Osaka che ho avuto la fortuna immensa di prenotare!

Muci Muci!

Gabriel Voyager (--
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4 al 5 - edizione straodinaria!

Ok, se qualcuno di voi vuole cimentarsi in una prova di sopravvivenza che manco una settimana di survivol in una foresta cambogiana armato solo di victorinox, può prendere la linea Yamanote in piena ora di punta da Shibuya a Shinjuku con valigia e zaino a seguito!
Terrificante! Nessun addestramento militare, paramilitare o dei guerriglieri kmer Rossi può preparare a qualcosa di lontanamente paragonabile, porterò sempre con me le ferite indelebili!

Raggiungo comunque il locus ameno individuato stamane, una deliziosa piazzetta, proprio dall'altra parte della strada rispetto al meeting place, fra gli immensi grattacieli del Keio Plaza e del Hoat Royale, con tavolini per tutti e smoking area all'aperto, circondati da Starbuks e bagni pubblici strafighi, quelli giapponesi per intenderci.
Dopo aver cenato, con bagagli a carico, nel bel Starbucks, con cameriera che visto il mio manifesto tasso di distruzione dopo esser sopravvissuto a stento alla yamanote, mi prende in simpatia e mi tratta come uno reale inglese invece che come il solito dignitario straniero (ve lo detto vero? Qui venite sempre, sempre, sempre trattati con una cortesia incredibile) e sto come un papa in paradiso!



Quando lo Sturbuks chiude, prendo il mio bel caffè portatile e mi dirigo ai tavolini in mezzo alla piazza, godendomi la bevanda calda, la notte fresca e un'ottimo libro. Ogni tanto mi alzo per andare a fumare nella smoking area lasciando le valigie al tavolino, perché non ve lo detto? Qui nessuno tocca mai, mai, mai niente.

Avvicinandosi l'ora della partenza vado alla rest room royale, che qui è un bagno pubblico normale, e mi do una sistematina veloce pensando che se ho scavolato il punto d'incontro non è un casino... è un'apocalisse.

Invece il luogo era giusto :)
La tipina al banco del check-in (un tavolo da campeggio traballante) mi sorride contenta di dare un volto a quel nome scritto in romanji quando tutti gli altri della lista sono in katakana o hiragana. Parte in quarta con l'inglese, poi ci ripensa e mi scrive tutto, orario di partenza e banchina, che poi è quella accanto, che tenera, pensa che mi perda come un rincitrullito gaijin... in effetti... ;)

13/ago/2009 06.16
Terza e penso ultima sosta prima di raggiungere Osaka... Sono nel Kansai!!! Scusate se non sono molto arguto e dalla prosa coinvolgente come sempre, ma mi hanno metaforicamente sbattuto giù dal letto.
Non mi ha granchè esaltato questo viaggio in bus, di per se il mezzo non è niente male, ma troppa biomassa sgnaccata tutta insieme per troppo tempo, va bè fra un'ora arrivo a Osaka e mi sparo una colazione come Dio comanda. Per i servizzi igienici sono a posto, mi son fatto tutte le soste secondo l'aurea regola del viaggiatore solitario: se puoi falla anche se non ti scappa ;)


13/ago/2009 11.14
Ultima ora!! Sono a Osaka, fatto il check-in al residence e trovata una wi-fi a scrocco!
Welcome in Kansai :)


Gabriel Voyager (--
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mercoledì 12 agosto 2009

4 - edizione ridotta

Cari e fedeli monitor-spettatori, mi duole annunciarvi che l'edizione odierna del vostro blog preferito, nonché unica vostra fonte di autentica gioia giornaliera, andrà in onda in versione ridotta e senza supporti visivi a causa dello spostamento dell'intera redazione da Tokyo ad Osaka.

Noi della redazione (l'intero intervento verrà redatto con l'utilizzo del pluraria maestatis, perciò fatevi l'abitudine) confidiamo in un trasloco semplice, lineare e professionale come tutto qui del resto, ciò nonostante faremo un giro esplorativo per analizzare il punto di ritrovo dell'avvenieristico strumento di trasporto che ci catapulterà dalla prima alla terza città del Giappone:il bus!

Di certo la redazione è preoccupata per poche potenziali problematiche, la prima l'insieme degli strumenti redazionali da trasportare (i bagagli) per ora lasciati al precedente indirizzo redazionale (il ryokan di Shibuya), ma sopratutto eventuali esigenze fisiologiche da espletare senza un posto fisso dove espletarle (evitare di farsela addosso prima di stasera).
Per ultimo, ma non meno importante, il timore di emanar un leggero olezzo questa sera per via della temperatura mite (35 gradi) e del leggero tasso di umidità (83%) che comporta una sudorazione forse leggermente eccessiva (si suda come maialini a star fermi all'ombra).

Ma non temete, vi terremo aggiornati in seguito sull'esito dell'avvincente trasloco, sapendo quanto siete in trepidante ansia per l'incolumità e benessere della vostra redazione preferita! :)

12/ago/2009 11.18
Ultimato il giro esplorativo, per fortuna che la redazione è stata così previdente, con il peso dei voluminosi strumenti redazionali non si sarebbe trovato il "meeting place" così facilmente! Si è inoltre individuata nelle immediate vicinanze apposita smoking area e Starbucks dove rifocillarsi e pulirsi un pò con le salviette umidificate appositamente inventariate. Una siffatta e prestigiosa redazione intercontinentale deve presentarsi al meglio alla folla delirante che nel Kansai sarà già in incredibile e trepidante attesa! ;)

Aggiornamento veloce da Ginza, temo l'ultimo da Tokyo per oggi, sono rifocillato, caffeinato e sfumacchiato a dovere in attesa di partire, ci si vede a Osaka!!!!


Gabriel Voyager (--
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